Oltre l’82% dei pensionati dell’area Pistoia e Prato – 8 su 10 – dichiara di vivere oggi una condizione decisamente peggiore rispetto a tre anni fa, mentre appena il 6% percepisce un miglioramento. Un dato netto che conferma come il peggioramento della qualità della vita non sia episodico, ma strutturale e diffuso. È questo il quadro allarmante emerso dall’indagine 2026 di CNA Pensionati Toscana Centro, su un campione di oltre 200 associati, dedicata al tema “Potere d’acquisto e accesso ai servizi assistenziali e sanitari”, presentata oggi al circolo ARCI di Santomato in occasione dell’Assemblea annuale.
Stando ai risultati dell’indagine, alla base del peggioramento c’è soprattutto l’aumento del costo della vita: il 92% segnala rincari nelle bollette, l’85% negli alimentari, il 45% nelle spese sanitarie, con conseguenze evidenti: il 68% dei pensionati è costretto a tagliare le spese, non solo sul superfluo ma anche su beni essenziali. Si riducono abbigliamento (75%), viaggi (54%), alimentazione (49%) e cure sanitarie (40%). Il dato più critico: il 51% rinuncia o rinvia cure mediche per motivi economici.
Di pari passo il sistema sanitario pubblico mostra crescenti difficoltà: l’88% del campione denuncia liste d’attesa troppo lunghe, il 50% incontra problemi nelle prenotazioni, il 54% è costretto a ricorrere al privato, mentre sul fronte dell’accesso ai servizi socio assistenziali la situazione è altrettanto preoccupante: il 62% segnala carenza di informazioni, il 51% ostacoli burocratici, il 39% criteri ISEE troppo restrittivi. Critico anche il tema della non autosufficienza: il 67% giudica troppo elevati i costi dell’assistenza, il 47% denuncia la difficoltà nel reperire personale qualificato e il 48% segnala complicazioni burocratiche. L’accesso alle RSA è considerato troppo oneroso dall’85% degli intervistati, con problemi legati anche alla disponibilità di posti e ai tempi di attesa. Non meno preoccupante il tema delle agevolazioni e dei bonus: il 60% dei pensionati non conosce i bonus a cui avrebbe diritto e una larga parte, pur avendone necessità, non riesce ad accedervi.
«I dati presentati oggi – dichiara Cinzia Grassi, Direttrice di CNA Toscana Centro – ci consegnano un messaggio drammaticamente chiaro: i pensionati stanno peggio e stanno peggio in modo strutturale. Negli ultimi decenni hanno rappresentato un pilastro silenzioso del welfare, sostenendo famiglie, figli e nipoti anche laddove il sistema pubblico non riusciva a rispondere ai bisogni. Oggi però questo equilibrio si sta incrinando: l’aumento del costo della vita sta erodendo il potere d’acquisto e crescono le difficoltà di accesso ai servizi, a partire dalla sanità e dall’assistenza. Il risultato è un progressivo indebolimento di una generazione che rischia di passare da ammortizzatore sociale a nuova area di fragilità. Non è più solo una questione di reddito, ma di qualità della vita: non si rinuncia più al superfluo, si rinuncia all’essenziale, dalle cure mediche ai bisogni quotidiani. Stiamo assistendo anche a una frattura crescente nell’accesso ai diritti: chi può permetterselo si cura e si rivolge al privato, chi non può, rinuncia. E così il diritto alla salute, così come l’accesso a bonus e servizi, rischia di rimanere solo formale. Lo stesso vale per la non autosufficienza, dove costi elevati e carenze di informazioni sui servizi scaricano sulle famiglie un peso sempre più insostenibile. Tutto questo non riguarda solo gli anziani, ma il modello sociale del Paese: si sta delineando una nuova e più ampia area di vulnerabilità che coinvolge pensionati, famiglie e giovani insieme. Senza interventi capaci di rafforzare il potere d’acquisto, rendere realmente accessibili i servizi e sostenere le reti familiari, rischiamo di compromettere uno degli equilibri che hanno garantito coesione sociale negli ultimi decenni. Per questo servono scelte strutturali, non misure temporanee: più risorse, più equità, più accesso. Perché la dignità dei pensionati è lo specchio dei valori di una società e difenderla significa tutelare il futuro di tutti».
«I dati che emergono dalla nostra analisi fotografano una condizione sempre più fragile per molti anziani – sottolinea Aldo Piantini, Presidente CNA Pensionati Toscana Centro -. Come CNA Pensionati chiediamo interventi concreti: una piena tutela del potere d’acquisto attraverso meccanismi di indicizzazione più aderenti al reale costo della vita, il rafforzamento dei servizi territoriali e della medicina di base, investimenti su assistenza domiciliare e telemedicina, senza trascurare l’accompagnamento digitale degli anziani. E’ bene ricordare che i pensionati sono una forza sociale da considerare in modo attivo e che debbono essere valorizzati ulteriormente nella società e coinvolgerli maggiormente: c’è da garantire dignità, accessibilità e qualità della vita ai pensionati, evitando che le disuguaglianze economiche si trasformino anche in disuguaglianze di salute».
«Le criticità evidenziate da CNA Pensionati non riguardano solo la sfera sociale, ma hanno un impatto diretto anche sul tessuto economico e territoriale – precisa Emiliano Melani Presidente di CNA Toscana Centro – La perdita di potere d’acquisto dei pensionati non è un tema isolato: significa minori consumi locali e una pressione crescente sulle famiglie e sui servizi di welfare. Allo stesso tempo, le difficoltà di accesso alla sanità pubblica stanno determinando un aumento della spesa privata e disuguaglianze sempre più marcate tra cittadini, territori e fasce di reddito. Come CNA Toscana Centro riteniamo prioritarie alcune azioni: sostenere il reddito dei pensionati per difenderne il potere d’acquisto, investire sulla sanità territoriale e sui servizi di prossimità, ridurre le liste d’attesa e favorire nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale».
«I dati che emergono dall’indagine ci dicono come chi rinuncia alle cure è un numero sempre maggiore – aggiunge il Sindaco di Prato, Matteo Biffoni – e questo è ancora più preoccupante sapendo che il sistema sanitario regionale sia arrivato ad una soglia di spesa che sarà difficilmente ampliabile, pur sapendo che la Toscana è fra chi, in Italia, spende maggiormente per il sistema sanitario. La forza dei pensionati, in questi anni, è stata quella di aver persino sopperito alle mancanze del welfare familiare mentre, da oggi in poi, dobbiamo guardare alla preoccupazione della razionalizzazione della spesa. In questo scenario, non va dimenticato che i Comuni avranno hanno bisogno dell’aiuto e sostegno di Regione, Stato e Unione Europea: tutti siamo chiamati a fare la propria parte altrimenti rischiamo di dover leggere indagini sempre più preoccupanti ma, dal mio punto di vista, sono fiducioso visto che siamo in territori abituati ad arricciarsi le maniche e avendo al nostro fianco le grandi associazioni di categoria».
Dall’indagine, infine, sono emerse con chiarezza anche le priorità dei pensionati: 80% aumento delle pensioni, 56% sanità più accessibile, 28% riduzione delle liste d’attesa, 63% minore pressione fiscale, 49% bonus e agevolazioni realmente fruibili. CNA Pensionati sottolinea come il progressivo indebolimento degli anziani rischi di aprire una nuova area di fragilità che coinvolge famiglie e giovani. Il messaggio finale dell’assemblea è netto: senza interventi strutturali su redditi, servizi e sanità, la deriva del peggioramento economico e sociale è chiara.





