E’ cominciato oggi il processo sull’alluvione che il 2 e 3 novembre 2023 colpì Prato e provincia. Un processo che vede imputati 11 tra amministratori e tecnici comunali, accusati a vario titolo di omicidio colposo e disastro colposo. Tra di loro figurano l’ex sindaco di Prato Matteo Biffoni e gli ex assessori Simone Faggi e Valerio Barberis, così come il sindaco di Montemurlo Simone Calamai e l’assessore Valentina Vespi.
Il giudice per l’udienza preliminare Malerba ha ammesso la citazione come responsabili civili della Regione, del Comune di Prato e di quello di Montemurlo e del ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, rinviando l’udienza al prossimo 17 dicembre per approfondire altre quiestioni, tra cui sciogliere la riserva di competenza territoriale sull’episodio che coinvolse un cittadino cinese finito con l’auto nel Bisenzio dopo il cedimento di unn tratto dell’autostrada A11 tra Prato e Campi.
L’inchiesta è stata molto complessa: per le indagini la procura si è avvalsa dell’apporto tecnico di quattro consulenti esperti in materia idraulica, idrogeologica, geotecnica e di protezione civile e del contributo investigativo dei carabinieri del Nipaaf. L’inchiesta si è concentrata in particolare sulle cause dell’alluvione, su eventuali ritardi nei soccorsi e su mancate manutenzioni dei corsi d’acqua più a rischio, come il Bardena, il Bagnolo e il fosso Stregale, su eventuali mancanze in tema di prevenzione e mitigazione del rischio idraulico. Gli inquirenti hanno acquisito documenti, immagini e testimonianze per valutare se furono adottate tutte le misure previste per fronteggiare l’inondazione.
L’alluvione nel territorio provinciale pratese provocò due vittime. A Prato la vittima fu Antonio Tumolo, 84 anni, travolto dalla piena del torrente Bardena mentre si trovava in auto in via di Cantagallo nei pressi di Figline. A Montemurlo perse la vita Alfio Ciolini, annegato nella sua abitazione a seguito dell’esondazione del torrente Bagnolo in via Riva. Ingenti i danni, stimati in milioni e milioni di euro: strade, case, fabbriche ed edifici pubblici allagati, famiglie sfollate e attività messe in ginocchio. Nonostante i molti danni subiti dal territorio solo un cittadino a Prato si è costituito parte civile per chiedere risarcimenti, una ventina quelli di Montemurlo.



