La Fondazione Ordine dei Giornalisti della Toscana ha organizzato una settimana formazione internazionale a Malaga, in Spagna, dedicata all’intelligenza artificiale e al suo impatto sulla professione giornalistica. L’iniziativa, svolta a gennaio nell’ambito del progetto Erasmus+ e completamente gratuita per i partecipanti, ha permesso a venti giornalisti toscani di aggiornarsi sulle nuove tecnologie, ormai diffuse e imprenscindibili, che stanno trasformando anche il mondo dell’informazione.
Gli strumenti al servizio del giornalismo
Durante la settimana di formazione in Spagna, intanto, particolare attenzione è stata rivolta agli strumenti di IA generativa applicabili al lavoro giornalistico: dai modelli linguistici per la generazione e traduzione di testi (ChatGPT, Gemini, Claude) ai software per la creazione di immagini e video (Canva, Freepik, Sora), fino a strumenti per infografiche, ricerca e produzione audio.
Come evidenziato durante workshop e incontri, l’intelligenza artificiale generativa opera attraverso analisi statistiche su enormi quantità di dati, senza una reale comprensione dei contenuti. Proprio per questo, rimane fondamentale l’intervento umano, sia nella fase di sviluppo che nell’utilizzo consapevole di questi strumenti. Se usati correttamente, possono velocizzare il lavoro, migliorare l’efficienza e supportare il fact-checking, aiutando a riconoscere i deepfake e contrastare la disinformazione.
Il corso ha affrontato anche i principali problemi etici legati all’IA: dal bias algoritmico alla mancanza di trasparenza nei processi decisionali, dai rischi per la privacy all’impatto ambientale di queste tecnologie. Particolare attenzione è stata dedicata al problema della responsabilità morale nell’utilizzo di questi strumenti e al rispetto del codice deontologico, che dall’ottobre scorso dedica un articolo specifico all’intelligenza artificiale.
Educazione mediatica e sfide etiche
Tra gli incontri più significativi, quello con Fran Martin, giornalista spagnolo, docente all’università della città andalusa ed esperto di alfabetizzazione mediatica, che ha sottolineato il ruolo cruciale dei professionisti dell’informazione nell’educare il pubblico a navigare criticamente nell’ambiente mediatico moderno.
Un investimento sulla formazione continua che testimonia l’impegno dell’Ordine toscano nell’accompagnare i professionisti dell’informazione di fronte alle sfide poste dall’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di preservare la qualità del giornalismo e il suo ruolo di servizio pubblico.
Un’esperienza che va oltre la formazione tecnica
L’organizzazione, curata nei minimi dettagli dalla Fondazione Ordine dei Giornalisti della Toscana, ha permesso ai partecipanti di concentrarsi pienamente sull’apprendimento. Ma è stato soprattutto lo spirito che si è creato all’interno del gruppo a rendere questa esperienza davvero preziosa: venti colleghi provenienti da diverse realtà editoriali toscane che, nelle intense giornate di lavoro come nei momenti di condivisione informale, hanno tessuto relazioni professionali e umane destinate a durare nel tempo. Questo scambio continuo di esperienze, visioni e approcci ha rappresentato un valore aggiunto inestimabile. Confrontarsi tra pari, sia pure dalle età e dalle storie professionali differenti, e scoprire soluzioni e buone pratiche ha arricchito il bagaglio professionale e umano di ciascun partecipante in modo complementare alla formazione tecnica.
Il valore della competenza in un’epoca di sovrabbondanza informativa
Questo investimento sulla formazione continua si rivela particolarmente strategico in un momento storico in cui i cittadini sono sommersi da un’enorme quantità di informazioni, non sempre provenienti da fonti affidabili o da professionisti adeguatamente preparati. In un ecosistema mediatico dove chiunque può pubblicare contenuti, la differenza la fanno proprio i giornalisti che continuano a formarsi, che rispondono a un codice deontologico preciso e che mettono la propria competenza al servizio della verità e della qualità dell’informazione.
Il beneficio di iniziative come questa si estende quindi ben oltre i singoli partecipanti: si riflette nelle redazioni che si arricchiscono di professionisti aggiornati, nella professione giornalistica che rafforza la propria credibilità, e nei lettori e nei telespettatori, che possono continuare a contare su un’informazione verificata, prodotta con competenza e responsabilità da chi ha scelto di investire nel giornalismo la vita quotidiana, aggiornamenti e formazione continua.
Prossimo appuntamento in Finlandia
Intrapresa la strada delle formazione internazionale di alto lviello ormai da qualche anno, la Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana non si ferma qui e coinvolge indirettamente, certo, ma nelle sue professionalità anche la nostra emittente. Un collega di Tv Prato ha partecipato alla formazione a Malaga, infatti, mentre a fine marzo una giornalista della nostra redazione, a partecipare a un’analoga formazione volta ad approfondire un fenomeno diffuso e delicatissimo, quale quello delle fake news, e le molteplici maniera per contrastarlo.





