Iolo dona una reliquia di San Pio Martire agli ortodossi rumeni di Prato

La devozione per San Pio Martire, il santo venerato dalla parrocchia di San Pietro a Iolo, allarga i propri confini per arrivare al cuore della comunità ortodossa rumena di Prato. Un frammento dei resti mortali di San Pio verrà donato a padre Mihai Anton per essere conservato nella chiesa ortodossa di Santa Anastasia, sede della comunità pratese. La consegna avverrà in modo solenne sabato 16 maggio all’interno di una celebrazione ecumenica nella pieve di San Pietro alle ore 11, alla presenza del vescovo Giovanni Nerbini e del protopresbitero Ioan Trandafir Bobirnea, vicario per la Toscana del patriarcato rumeno in Italia. Sarà un momento di fratellanza assolutamente inedito e molto significativo, frutto di un rapporto di amicizia, tra la comunità di Iolo e quella ortodossa rumena, nato lo scorso settembre, in occasione delle feste quinquennali dedicate a San Pio.

«Come cristiani ortodossi abbiamo in comune con i cattolici il patrimonio delle reliquie dei santi – spiega padre Mihai Anton – e quando siamo venuti a sapere di questa speciale venerazione di Iolo siamo andati in pellegrinaggio per rendere omaggio a San Pio e partecipare alla festa del paese. Abbiamo chiesto questa possibilità e con nostra grande gioia questo desiderio è stato accolto».

Don Giancarlo Innocenti, parroco di San Pietro a Iolo, ha informato il vescovo Nerbini della richiesta ed entrambi hanno convenuto che questa aspirazione non solo potesse essere esaudita, ma che potesse rappresentare un gesto di fratellanza e di unione nella fede in Cristo.

Nei giorni scorsi il vescovo Nerbini ha compiuto una ricognizione a porte chiuse dei resti di San Pio Martire, custoditi dal 1815 nella chiesa di Iolo grazie al dono concesso da Pio VII. È stata aperta la teca contenente le spoglie e prelevato un piccolo frammento, che poi sarà posto in una teca dagli ortodossi e portato nella chiesa di Santa Anastasia per essere lì custodito e posto alla venerazione dei fedeli. L’operazione è stata coordinata da Matteo Marconi, parrocchiano e cerimoniere delle feste di San Pio.

I resti di San Pio Martire arrivarono due secoli fa a Iolo su un carro trainato da buoi e le cronache ricordano che fu subito venerato dai fedeli. La tradizione vuole che il Santo fosse un soldato romano e il vaso di sangue conservato assieme ai suoi resti attesta che egli rese la «bella testimonianza» del martirio. Le sue spoglie vennero prelevate dalle catacombe di Santa Ciriaca a Roma e donate dal Papa. Ogni cinque anni Iolo onora la memoria del Martire con grandi festeggiamenti, culminanti in una solenne processione molto spettacolare, con soldati romani a cavallo, le spose degli ultimi cinque anni vestite con l’abito nuziale e le confraternite presenti nella vicaria. L’ultima festa si è svolta lo scorso mese di settembre.

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