Bill Homes è un architetto-artista londinese innamorato dell’Italia e di Prato. Il suo sguardo è rimasto colpito non solo dalle chiese e dai monumenti della nostra città, ma soprattutto dalle pietre che li compongono. Il mattone, segno dell’abitare domestico, l’alberese, suggello di autorità e il serpentino – chiamato marmo verde di Figline – simbolo di sacralità. Homes ha messo su carta queste visioni e ne sono nati dei bellissimi disegni realizzati con la tecnica dell’acquerello.
Queste opere sono al centro di un volume – intitolato Le Pietre di Prato – voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio e stampato da Claudio Martini editore. Gli acquerelli di Homes – donati alla Fondazione – sono anche oggetto di due mostre allestite al Museo dell’Opera del Duomo e al Palazzo delle Professioni in via Pugliesi.
L’esposizione al Museo dell’Opera del Duomo si compone di una selezione di 23 opere che riguardano la Cattedrale di Santo Stefano e che non sono una fredda cronologia architettonica, ma un contatto fisico con il complesso monumentale, letto attraverso il dialogo cromatico tra il verde del serpentino e il bianco dell’alberese. L’esposizione è stata curata dalla direttrice del Museo, Veronica Bartoletti.




