Secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Pistoia-Prato a fine marzo 2026 la consistenza delle imprese attive nelle province di Pistoia e Prato si attesta a quota 56.373 unità, di cui 26.903 con sede legale nel pistoiese e 29.470 nel pratese. Il dato aggregato delle due province evidenzia una variazione tendenziale leggermente positiva (+0,2%), confermando la resilienza dell’area che registra performance migliori sia rispetto alla media della Toscana (-0,6%) che a quella nazionale (-0,9%). Questo andamento è il risultato di due dinamiche territoriali distinte: una lieve contrazione registrata nella provincia di Pistoia (-0,3%) e un discreto incremento in provincia di Prato (+0,7%). Per quanto riguarda la natura giuridica, in entrambe le province i casi di crescita delle imprese attive sono dovuti esclusivamente allo sviluppo delle società di capitale.
IL SISTEMA IMPRENDITORIALE: FOCUS PROVINCIA DI PRATO
Alla fine del primo trimestre 2026 nella provincia di Prato si contano 33.478 imprese registrate, di cui 29.470 attive. Se l’88% sono imprese attive, il 6,8% inattive o sospese, il 3,3% in scioglimento o liquidazione e il 1,8% in procedura concorsuale.
Per quanto riguarda i settori, i segnali più favorevoli provengono ancora una volta dal terziario. Il commercio cresce dell’1,0% grazie alle ottime performance dell’ingrosso (+2,4%), compensando il lieve calo del dettaglio (-0,9%). Positivo anche l’andamento dei servizi turistici, di alloggio e ristorazione (+1,0%), sostenuti da un balzo del 10,3% delle strutture ricettive. Nel comparto dei servizi in senso stretto (+1,5%) brillano i servizi finanziari e assicurativi (+6,0%), quelli informatici e delle telecomunicazioni (+4,5%) e i servizi avanzati di supporto alle imprese (+2,6%). Prosegue invece la flessione delle imprese attive nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (-1,3%).
Scendendo nel dettaglio del comparto manifatturiero pratese, il saldo complessivo registra una contrazione dello 0,7%. Questo andamento, seppur contenuto, nasconde flessioni diffuse tra i principali settori di specializzazione del territorio. Si riducono, in particolare, le imprese attive nella fabbricazione di articoli in pelle e simili (-9,5%), nel legno e mobile (-4,2%), nella carta, cartotecnica e stampa (-4,4%), nella metalmeccanica ed elettronica (-3,0%) e nell’industria chimico-farmaceutica, plastica e gomma (-4,7%).
Per quanto riguarda il cuore produttivo dell’area, il sistema moda segna un -0,7%. A pesare è principalmente la contrazione del settore tessile (-2,3%), trascinata al ribasso dal netto calo delle imprese specializzate nella produzione di tessuti e tessiture (-5,9%). In sofferenza anche le nicchie dei tessili tecnici e per uso industriale (-2,3%) e la fabbricazione di tessuti a maglia (-1,4%). Tuttavia, la filiera mostra un’importante capacità di tenuta in altri suoi segmenti cruciali. La produzione di filati e filature resta sostanzialmente invariata (-0,2%), mentre le attività di finissaggio registrano persino un lieve segno positivo (+0,8%). Altrettanto stabile il numero delle confezioni di articoli di abbigliamento attive (+0,1%).
Per quanto riguarda la natura giuridica la tenuta del tessuto imprenditoriale è da ricondursi esclusivamente allo sviluppo delle società di capitale (+4,8%): 9.276 le società attive a Prato al 31 marzo 2025.





