Non si placano le polemiche sulla manifestazione nazionale Remigrazione e Riconquista che si terrà a Prato. A fare discutere anche l’occupazione di piazza Europa da parte del Sudd Cobas che sta cercando di boicottare l’iniziativa.
Furfaro (PD): “Remigrazione è un’altra parola per deportazione”
Il deputato del PD Marco Furfaro annuncia la sua partecipazione alla contromanifestazione “Mai più fascismi, mai più deportazioni”. “Ci sarò perché Prato non si tocca – afferma Furfaro -. Il cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”, nato da un’iniziativa di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti, manifesterà proprio domani nel centro della città. Marceranno per sostenere la “remigrazione”, che è una parola farlocca per non dire quella vera: deportazione di tutte le persone migranti. E lo faranno nello stesso giorno e nella stessa città dove, il 7 marzo 1944, i nazifascisti rastrellarono 133 lavoratori pratesi dalle fabbriche, dalle case, dalle strade. Li rinchiusero nel Castello dell’Imperatore e li caricarono su vagoni piombati diretti a Mauthausen e al sottocampo di Ebensee. Ne tornarono 18. Centoquindici morirono nei lager. Vogliono parlare di deportazione nel giorno esatto in cui Prato ha subìto la deportazione. Dicono che lo fanno per la sicurezza. Ma è una bugia, perché la sicurezza vera è un’altra cosa. La sicurezza è lavoro regolare, contratti, controlli, legalità nelle filiere produttive. È case dignitose, scuole che includono, servizi sociali che non lascino soli né chi viene da lontano né chi è nato qui. Sicurezza è spezzare lo sfruttamento che umilia tutti, italiani e stranieri, e che a Prato, nelle filiere tessili, è un problema reale, concreto, che non si risolve con le deportazioni ma con la legalità. Chi sta dietro questa manifestazione non vuole risolvere niente. Vuole solo mettere le persone le une contro le altre, sciacallare sulla paura e creare un capro espiatorio. Per questo domani sarò a Prato. La Prato del 7 marzo 1944 ha resistito, ha lottato, non ha avuto paura. Ha pagato un prezzo spaventoso. E per ottantadue anni questa città ha onorato la memoria di quei 133 lavoratori deportati giurando “mai più”. Domani quel “mai più” va detto di nuovo. Perché il fascismo a Prato non ha mai avuto spazio. Non ce l’ha avuto 82 anni fa, non ce l’avrà domani, non ce l’avrà mai”.
Stanasel (Lega): “Chi impedisce ad altri di manifestare calpesta la democrazia“
Il candidato sindaco della Lega attacca duramente il presidio organizzato dal sindacato. “Quello che sta accadendo oggi a Prato è gravissimo e rappresenta un precedente pericoloso”. Il riferimento è all’occupazione di piazza Europa da parte del Sudd Cobas. “Questo significa negare un diritto fondamentale garantito dalla nostra Costituzione: la libertà di manifestare pacificamente”.
Stanasel attacca duramente anche la sinistra pratese. “Ancora una volta assistiamo al solito copione: quando la sinistra manifesta è democrazia, quando a manifestare sono altri diventa improvvisamente un problema. È l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento profondamente ipocrita e antidemocratico”.
Il candidato sindaco della Lega parla di una grave mancanza di rispetto verso la città. “Prato è una città libera e democratica. Non è il vicolo privato di un partito, né la sede privata di un sindacato. Le piazze appartengono a tutti i cittadini, non a chi prova ad appropriarsene per zittire chi la pensa diversamente”. Infine il richiamo alla storia della città. “C’è chi nella storia ha dato la vita per difendere la libertà di parola e il diritto di manifestare. Tentare di impedire ad altri cittadini di esprimere le proprie idee significa calpestare quei valori e offendere la storia stessa della nostra città. La democrazia non è una proprietà privata della sinistra. È il diritto di tutti di parlare, manifestare ed esprimersi nel rispetto delle regole. A Prato nessuno può arrogarsi il diritto di decidere chi può scendere in piazza e chi no”.
Milone (Prato Libera e Sicura): “L’occupazione di Piazza Europa da parte del sindacato Sudd Cobas è un atto intollerabile”
“La decisione del Questore, che ha disposto solo presidi fissi per le 3 manifestazioni di domani, è stata una trovata intelligente anche per prevenire eventuali incidenti. Questo provvedimento si dovrebbe applicare in futuro per tutte le manifestazioni con cortei” così Aldo Milone di Prato Libera e Sicura. “Un presidio fisso è come fare un banchino in campagna elettorale ed è un modo di fare propaganda politica oppure rendere pubblica una propria idea su un determinato argomento o proposta di legge. I cortei spesso provocano incidenti o nella migliore delle ipotesi creano problemi al traffico e al commercio. Manifestare il proprio pensiero lo si può fare anche in un solo luogo e se si vuole con un comizio. Non è necessario fare un corteo. Questo provvedimento dovrebbe valere in futuro su tutto il territorio nazionale. Bisogna smetterla con cortei che quasi sempre si concludono con incidenti o feriti. In questi ultimi tempi il risultato finale è stato sempre questo:danni notevoli a cose pubbliche e private. Questo non significa limitare il diritto di manifestare il proprio pensiero, ma è soltanto un modo perché si possa manifestare in tutta sicurezza in un solo luogo potendo contare su una protezione maggiore delle Forze di Polizia”. Per Milone “adesso sta succedendo qualcosa di intollerabile, il Sudd Cobas, insieme ad alcune associazioni sta occupando Piazza Europa, luogo a cui sono destinati gli organizzatori della manifestazione di Remigrazione. Questa occupazione abusiva richiede da parte del Questore l’immediato sgombero” aggiunge Milone che definisce l’iniziativa del Sudd Cobas provocatoria e prepotente.
Cappelli (Forza Italia): “Inaccettabile l’occupazione abusiva di piazza Europa. Così si rischia solo di creare tensioni e scontri”
“L’occupazione abusiva di piazza Europa avvenuta oggi da parte dei Sudd Cobas è un fatto grave e inaccettabile. In una democrazia le piazze non si occupano per impedire ad altri di manifestare”. Così il commissario provinciale di Forza Italia, Francesco Cappelli. “Domani a Prato sono previste diverse iniziative e proprio per questo servirebbero responsabilità e rispetto delle regole. Decidere di occupare la piazza assegnata ad un’altra manifestazione significa alimentare volontariamente un clima di tensione che rischia di sfociare in situazioni difficili per l’ordine pubblico. Le istituzioni devono garantire che tutti possano esprimere le proprie idee nel rispetto della legge. Nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad altri di manifestare occupando spazi pubblici in modo abusivo. Mi auguro che prevalga il buon senso e che venga ripristinata al più presto una situazione di legalità, nell’interesse della sicurezza della città” conclude Cappelli.
Bartalini (M5S): “7 Marzo una Memoria che è identità”
“L’appuntamento a cui tutti sono invitati in Piazza delle Carceri per Sabato 7 Marzo e’ doppio” entra subito nel vivo Chiara Bartalini (M5S), gia’ assessora con delega alla Memoria. “La mattina alle 9,30 per la cerimonia di Commemorazione il pomeriggio dalle ore 16 in un presidio gioioso che parla di storia, futuro e Pace. Non un presidio contro ma un presidio per. Certo appare uno sfregio alla nostra citta’ la marcia di “Remigrazione e Riconquista” voluta dell’estrema destra proprio in questa data storica. La piazza di Sabato 7 Marzo sara’ quindi spazio di Memoria nel ricordo della deportazione da parte dei fascisti repubblichini dei lavoratori che avevano aderito allo sciopero del 4 Marzo e spazio di costruzione di Pace come ci ha insegnato Roberto Castellani, uno dei 12 sopravvissuti su 130 deportati, lasciandoci qualcosa di straordinario e potente come il gemellaggio con Ebensee e, con Aned, il Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline, tessendo Pace con la trama del Ricordo e l’ordito del Futuro. Per questo – prosegue Bartalini – la marcia chiesta da Etruria 14 e’ una offesa per la citta’ e per tutte le persone che credono nei valori democratici, una pericolosa e arrogante baracconata che scimmiotta i modi della più buia destra in nome della remigrazione, da cui chiunque creda nei valori democratici della Repubblica deve nettamente prendere le distanze, nel rispetto della persona e nel valore della Pace oggi così urgente e necessaria”.




