La manifestazione nazionale organizzata dal comitato Remigrazione e riconquista per sabato 7 marzo a Prato si farà. Così come si faranno, a questo punto, anche le contro manifestazioni. Ieri pomeriggio si è tenuta la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal Prefetto Michela La Iacona, alla quale hanno partecipato il Commissario straordinario del Comune di Prato, i vertici delle forze di polizia e un rappresentante della Provincia. All’ordine del giorno c’erano anche le manifestazioni in programma per il prossimo 7 marzo, in relazione alle quali – fa sapere la Prefettura “sono stati esaminati ed approfonditi tutti gli elementi di interesse e verranno predisposti i conseguenti servizi a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
Dopo l’annuncio della manifestazione sulla remigrazione proprio il 7 marzo si sono sollevate numerose voci contrarie, tanto che venti tra associazioni, sindacati e partiti hanno chiesto alla Prefettura di non far svolgere la manifestazione, facendo notare come il 7 marzo sia una data particolare per Prato. Quel giorno, nel 1944, furono deportati verso i campi di concentramento 133 pratesi dopo lo sciopero generale.
“Il tema della cosiddetta remigrazione non è che un eufemismo per mascherare ideologie discriminatorie, xenofobe e contrarie ai principi fondamentali della nostra Costituzione. Queste provocazioni servono solo ad alimentare tenssoni sociali di cui la città non ha bisogno, cercando di trasformare la complessità dell’integrazione in uno scontro ideologico violento” hanno sottolineato i contrari alla manifestazione.
Ieri la decisione di dare il via libera alla manifestazione del comitato Remigrazione e riconquista, anche se dalla Prefettura non hanno al momento comunicato luogo e percorso. A questo punto in risposta verrà quindi organizzata una contro manifestazione “per la riaffermazione dei valori di libertà e uguaglianza garantiti dalla Carta Costituzionale”. Contro manifestazione che era stata annunciata anche dal Sudd Cobas.
“Il via libera della Prefettura alla manifestazione del 7 marzo è una vittoria della libertà, della Costituzione e della democrazia”. Così Claudiu Stanasel, indicato dalla Lega come candidato sindaco di Prato, che ha aderito alla manifestazione. “Ancora una volta le istituzioni hanno respinto il tentativo del PD pratese e dei suoi alleati di trasformare Prato in un luogo dove i diritti valgono solo per chi la pensa come loro. Le parole di Biffoni, che pretendeva di fatto di impedire la mobilitazione, sono gravissime: un ex sindaco dovrebbe conoscere la differenza tra dissenso e censura. Pretendere che la Prefettura vietasse una manifestazione pacifica è il segno più evidente di un partito che ha paura della voce dei cittadini. A Prato il tempo dei divieti ideologici è finito. La nostra comunità è più matura di chi vorrebbe controllarla dall’alto. I pratesi andranno avanti, a testa alta, nel nome della legalità, della sicurezza e del rispetto delle regole” conclude Stanasel.
Una situazione che ricorda quello che è già successo nel 2019, quando Forza Nuova organizzò il 23 marzo una manifestazione a Prato. La data coincideva con il centenario della fondazione dei fasci di combattimento. Anche in quel caso il corteo fu autorizzato e anche in quel caso la contromobilitazione fu massiccia.



