La Procura di Prato indaga anche per intermediazione illecita e sfruttamento sul lavoro, oltre che per incendio doloso, dopo il maxi-rogo che ieri ha coinvolto un capannone di 4900 metri quadrati in via San Leonardo da Porto Maurizio, al Macrolotto Due. Tre le ditte danneggiate, tutte a conduzione cinese. In una di esse, il maglificio Mao Xin, sono state individuate tre stanze al primo piano e una stanza al piano terra destinati a dormitorio, con più letti anche a castello. La Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, ha disposto il sequestro della porzione interessata dall’incendio ed oltre alla polizia giudiziaria dei vigili del fuoco, sul caso indagano anche i reparti tecnici dell’Arma dei Carabinieri. Una volta terminate le operazioni di spegnimento, che hanno visto ieri impegnate una decina di squadre provenienti anche dai comandi di Pistoia e Firenze, i sopralluoghi alle ditte interessate dall’incendio – Vic Bee, maglificio Mao Xin e la ditta M&C – sono proseguiti per chiarire le cause del rogo e le condizioni di lavoro. Già ieri erano stati ascoltati dai vigili del fuoco alcuni addetti delle imprese di via San Leonardo da Porto Maurizio. Adesso, la Procura ha aperto un fascicolo anche per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Quasi tredici anni dopo la strage alla confezione Teresa Moda, fabbrica-dormitorio di via Toscana dove morirono sette operai cinesi, un altro incendio ieri ha fatto dunque scoprire posti letto e 4 stanze adibite a dormitorio all’interno di un maglificio nel Macrolotto Due.
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