“La Toscana è al quinto posto in Italia per ecoreati, superata solo da alcune regioni del Sud, e ciò testimonia la permeabilità al malaffare e le penetrazioni di varie organizzazioni nel nostro territorio regionale che hanno costruito business sul ciclo dei rifiuti e l’inquinamento. Ma questa, per noi, non è una novità dal Keu fino ai tristemente noti ‘sacchi neri’ a Prato. In Toscana, mancano ancora norme chiare in materia e impianti e tecnologie congrue e trasparenti, con i dispositivi di tracciabilità esistenti; tuttavia, si preferisce continuare con le discariche e nel sotterrare, invece, di agire per partito preso e ideologia. Un segnale d’allarme che auspico non sia ignorato dalle istituzioni regionali”. Così, in una nota, Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e componente VIII Commissione ambiente.
Mazzetti ha ringraziato le forze dell’ordine per “l’azione indispensabile di controllo, contrasto e prevenzione agli ecoreati, un lavoro al quale deve far seguito un’altrettanto attenta azione della politica, anche con nuovi strumenti normativi”. “Si tratta di reati gravi che danneggiano il nostro patrimonio, l’ambiente, le falde, le comunità umane – ha concluso Mazzetti -. Maglia nera, sempre secondo gli ultimi dati, per Prato, passata da 36 a 107 ecoreati nel 2025; segno inequivocabile di una forte presenza di circuiti di illegalità, da combattere con maggior forza e continuità ,anche a livello locale. La politica deve dare un segnale chiaro di una volontà ferrea di combattere il crimine. Sto provvedendo, infatti, a portare il tema in Commissione ambiente della camera dei deputati sia in Commissione ecomafie”.
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