mercoledì 10 Dicembre 2025

Messa in prova ai servizi sociali la donna che ebbe un figlio da un 15enne

E’ stata scarcerata per l’affidamento in prova ai servizi sociali di Prato la donna condannata a 6 anni e 5 mesi per atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore. Ebbe un figlio con un 15enne che prendeva da lei lezioni private d’inglese. La decisione di metterla in prova è del tribunale di sorveglianza di Firenze. La donna, oggi 37enne, fruirà di una borsa lavoro di tre mesi presso un’associazione e sarà assunta come operatrice socio-sanitaria part-time da una cooperativa sociale per fare assistenza domiciliare ai pazienti. Il tribunale di sorveglianza ritiene che ci siano i presupposti per la scarcerazione della docente – finora detenuta a Sollicciano – anche rispetto a una revisione critica dei fatti che lei potrà portare avanti meglio all’esterno del carcere con l’ausilio dell’Ufficio dell’esecuzioni penali esterne (Uepe).
“La cliente ha affrontato tutti i passi ritenuti necessari dalla giustizia, che ha ossequiato in ogni particolare, mostrando acquiescenza alla sentenza – spiegano i difensori, avvocati Massimo Nistri e Mattia Alfano, che l’hanno seguita nel lungo percorso giudiziario e riabilitativo – Siamo soddisfatti per la decisione del tribunale che ha ritenuto la cliente pronta per il dovuto reinserimento nella società e soprattutto per il riapproprio dei propri affetti personali, tra cui il figlio tanto discusso; siamo certi che una volta conclusasi la vicenda processuale, si possa passare alle dovute riflessioni sulla vicenda personale della ragazza, che è complessa, intrisa di molteplici aspetti che devono, o quantomeno dovrebbero essere, oggetto di un’analisi sociologica di più ampio respiro e interesse”. In precedenti valutazioni della Sorveglianza emergeva che la condannata tendeva a sminuire le sue responsabilità e questa valutazione ha fatto respingere nel febbraio 2025 una prima dichiesta di detenzione domiciliare e di affidamento in prova. Ora il tribunale ha mutato orientamento. La Corte di Cassazione confermò la condanna definitiva nel 2023. Atti sessuali e violenza su minore risalgono a un periodo che va dal 2017 – quando l’allievo aveva 13 anni – ai primi mesi del 2019.

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