Un esposto al prefetto di Prato contro il progetto, in avanzato stato di realizzazione, della Ciclovia del Sole di Montemurlo. Lo hanno presentato 220 cittadini montemurlesi che da diverse settimane si battono per una revisione del tracciato. I firmatari dell’esposto chiedono l’intervento di altre autorità, preposte a garantire in prima istanza la sicurezza del territorio, e lamentano il mancato coinvolgimento da parte del Comune.
In un sondaggio online promosso dai residenti, a cui hanno risposto 250 cittadini del luogo, il 90% ha manifestato contrarietà sia al progetto che all’istituzione del senso unico in Via Fratelli Cervi, che secondo i cittadini provocherà disagi e un peggioramento della qualità di vita del quartiere, “con frequentissimi ingorghi e code per gli orari delle scuole, la chiesa, gli ambulatori della Misericordia, l’accesso alla Rocca e l’intera zona collinare costringendo tutti i residenti ed i passanti a deviazioni e percorsi più lunghi attraverso la via vecchia Montalese”.
Nell’esposto si lamenta che il Comune di Montemurlo ha definito il dettaglio del tracciato alla fine del 2023, subito dopo l’alluvione che ha squassato il territorio, “decidendo di far passare il percorso in una zona dove i rischi idraulici sono ancora presenti, ed in assenza dei necessari interventi a monte. Nel 2024 c’è stato il secondo evento alluvionale. Il percorso – proseguono i firmatari dell’esposto – passerà addirittura su una fognatura che è da ristrutturare, e l’intera via Fratelli Cervi, zona residenziale storica del comune, verrà stravolta sia per la viabilità che per i parcheggi. Nella zona molti seminterrati e garage sono ancora chiusi e bloccati dalle paratie atteso il rischio sempre presente”.
Secondo i cittadini erano possibili alternative. “Il ‘Ponte dell’Amicizia’ tra Montale e Montemurlo, dichiarato come vincolo per il tracciato, costò nel 2023 200.000 euro – srivono i cittadini -. Con i 2,4 milioni a disposizione si poteva ben realizzare a valle un altro attraversamento tra Montemurlo e Montale, facendo proseguire a sud dell’abitato il tracciato della ciclovia nello stesso tracciato in cui la stessa arriva da Pistoia, lasciando che i ciclisti pedalassero nel verde, e non in uno slalom tra passi carrabili, attraversamenti di strade piene di traffico veicolare e di pedoni, salite e discese impossibili per le normali biciclette o utenti non sportivamente allenati. Il progetto forse avrebbe avuto meno visibilità mediatica; ciò che serve alle opere pubbliche è la loro utilizzabilità concreta, non la visibilità di un nastro di asfalto che ha distrutto interi giardini pubblici, espropriato terreni, marciapiedi, piazzali delle chiese e dintorni a puro scopo di propaganda”.





