Montemurlo intitola un nuovo spazio pubblico a Muhammad Ali: in via del Giglio nasce il “Largo” dedicato al campione dei diritti e della pace

In occasione del decimo anniversario della scomparsa di Muhammad Ali, avvenuta il 3 giugno 2016, l’Amministrazione Comunale di Montemurlo ha inaugurato ufficialmente questa mattina l’intitolazione di un nuovo spazio pubblico alla memoria del leggendario pugile e attivista statunitense. Da oggi, l’area di sosta situata in via del Giglio prende il nome di “Largo Muhammad Ali”.
L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso di riqualificazione urbana e identitaria che il Comune porta avanti da tempo, volto a dare un’identità precisa agli spazi pubblici del territorio e, contemporaneamente, a promuovere i valori della pace, della giustizia sociale e dei diritti civili.
Il nuovo Largo Muhammad Ali sorge in un’area adiacente alla pista ciclopedonale già intitolata a un altro grande nome dello sport, Luigi Ganna (storico primo vincitore del Giro d’Italia). Lo spazio in questione è stato riqualificato di recente a seguito di un intervento di riconversione urbanistica che ha trasformato un vecchio manufatto artigianale in un complesso residenziale, ricavando un nuovo parcheggio.
«Con questa nuova intitolazione, il Comune di Montemurlo conferma la forte attenzione verso personalità storiche che si sono distinte per la tutela dei diritti umani – ha sottolineato il sindaco Simone Calamai nel suo discorso – Riteniamo fondamentale utilizzare la toponomastica e le intitolazioni per promuovere esempi positivi e personalità che hanno segnato la storia dei diritti e della pace».
Il sindaco Calamai ha voluto ricordare come Muhammad Ali non sia stato soltanto un grandissimo atleta e un campione del mondo dei pesi massimi, ma soprattutto un uomo capace di anteporre i propri ideali e le proprie convinzioni alla convenienza personale e al successo economico. Cresciuto negli Stati Uniti dell’apartheid e della segregazione razziale degli anni ’50 e ’60 (dove ai neri erano preclusi i diritti politici e l’accesso ai medesimi spazi pubblici dei bianchi), Ali trasformò il suo vissuto in una vera e propria missione di vita. Dalla storica decisione di rinunciare al suo “nome da schiavo” (Cassius Clay) fino al celebre rifiuto di partire per la guerra in Vietnam, che gli costò un processo penale e quattro anni di squalifica all’apice della carriera, il campione scelse la strada del sacrificio personale per difendere la dignità del proprio popolo e i valori della giustizia.
«Da oggi, il suo nome e il suo esempio rimarranno impressi nel territorio di Montemurlo, come monito e ispirazione per le future generazioni», ha concluso l’assessore allo sport e memoria Valentina Vespi.

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