È morto Francesco Guerrieri, architetto, docente universitario e tra i massimi esperti di restauro e conservazione del patrimonio culturale. Tra pochi giorni avrebbe compiuto 88 anni ed è deceduto a Firenze in seguito a un malore. Nella sua carriera ha ricoperto molti incarichi accademici fino a diventare preside della facoltà di architettura a Firenze dal 1995 al 2000.
Gurrieri ha legato il suo nome anche a Prato perché insieme al collega e amico Silvestro Bardazzi ha ideato e progettato la chiesa della Sacra Famiglia, uno degli esempi più significativi di architettura ecclesiastica della diocesi. I due architetti decisero di inserire l’opera nel paesaggio circostante, come se fosse una grossa “pietra” rotolata su di un prato dalla vicina Calvana, una pietra cava all’interno, dove la presenza della comunità parrocchiale sarebbe emersa unica e continua. Il progetto, datato 1961 (i lavori iniziarono però nel 1968), non passò inosservato e fu pubblicato nel volume “I luoghi e lo spirito” a cura di Glauco Gresleri (Venezia, 1991). E proprio a Prato iniziò la sua carriera di restauratore nella pieve di San Pietro a Figline. Un progetto che fu documentato da Gurrieri in un libro, poi diventato riferimento prezioso per le tecniche conservative negli anni a venire.
È a cura di Gurrieri e Bardazzi anche l’allestimento del Museo dell’Opera del Duomo di Prato, anche questo risalente agli anni Sessanta, creato per ospitare le opere legate alla cattedrale e al culto della Sacra Cintola. Anche i successivi interventi furono progettati da Francesco Gurrieri (in particolare nel 1980 con il collegamento del museo con le Volte della cattedrale).
Nel 2025 la città di Firenze gli aveva dedicato una celebrazione ufficiale a Palazzo Medici Riccardi per onorare il suo contributo alla tutela della città e del patrimonio nazionale. Nel novembre 2025 aveva perso il figlio Federico, anche lui architetto, morto a 57 anni, mentre un altro figlio, Pietro, era morto nel 2015 in Sud America.



