Olio su tela, olio su roccia. Gustavo Puente Avellaneda porta a Firenze Muruhuay, una mostra che prende il nome dal suo paese natale, sulle Ande centrali del Perù. Di Tarma, in Perù, reduce da esposizioni in patria e all’estero, compresa una mostra a Parigi, l’artista è ora a Firenze. A disposizione dei peruviani, tanti a Prato e ancora di più nel capoluogo di regione, in ventimila in Toscana. Presenze ormai costanti nelle famiglie e nei luoghi di lavoro, portano ora la loro arte, attraverso un artista di chiara fama, sotto lo sguardo di tutti.
Il Consolato Generale del Perù a Firenze è lieto di ospitare adesso la mostra e i visitatori, compatrioti, italiani e di altre nazionalità, che vorranno visitarla. Una mostra per l’eterogeneo pubblico toscano. Si chiama Muruhuay.
Muruhuay è prima di tutto un luogo: un centro abitato nella provincia di Tarma, da cui l’artista proviene. Il nome, di origine quechua, viene letto anche come “casa di due o più colori” — una definizione che sembra scritta apposta per la sua opera. Puente è infatti un pittore del colore: un colore che illumina anche le asperità della montagna e ne restituisce i livelli differenti, costante del suo sguardo, insieme ai fiori e alle piante del suo ambiente.
Nei suoi dipinti — oli su tela e olio su roccia — la vita e le architetture sottolineano i desideri più alti dell’uomo, nella storia come nelle Ande. È il lavoro di un artista di talento e di sensibilità, che mantiene viva l’autenticità e il tradizionalismo andino.
La mostra è visitabile fino al 31 luglio presso i locali del Consolato Generale del Perù a Firenze, in Via de’ Bardi 28, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00. Ingresso libero.







