Recuperare il valore delle fibre, trasformare ciò che oggi è considerato rifiuto in una nuova risorsa. E’ il concetto che sta alla base del Textile Hub, una delle infrastrutture più innovative in Italia per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili.
L’investimento di Plures è stato di 31 milioni e 300mila euro. I lavori sono durati due anni.
L’hub si trova in via di Baciacavallo, vicino a Gida ed è progettato per trattare fino a 33mila tonnellate di rifiuti tessili all’anno: 20mila tonnellate di materiali post consumo – pari all’intero fabbisogno della raccolta differenziata in Toscana – e 13mila tonnellate di scarti pre consumo provenienti in larga parte dal distretto tessile pratese. I capi ancora idonei saranno avviati al riuso, mentre quelli non più utilizzabili verranno selezionati e destinati al riciclo. A regime circa il 60% dei materiali post consumo potrà essere destinato al riuso, il restante 40% sarà avviato alla selezione per fibra e alla pre-sfilacciatura, primo passaggio del succesivo processo di riciclo meccanico.
Il Textile Hub utilizza un sistema di selezione automatizzato basato su intelligenza artificiale e tecnologia a infrarossi.
Nell’hub saranno impiegati 50 addetti.
Lorenzo Perra, presidente di Plures: ‘Il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto. È la dimostrazione che la transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze. L’Europa sta indicando una direzione sempre più chiara per il futuro del settore tessile; noi abbiamo scelto di anticipare questa trasformazione, realizzando un’infrastruttura capace di dare risposte concrete a una sfida che riguarda l’ambiente, ma anche la competitività del nostro sistema produttivo. È questo il senso del Piano Industriale di Plures: costruire oggi gli impianti che renderanno possibile l’economia circolare di domani’.
Alberto Irace, amministratore delegato di Plures: ‘Il Textile Hub nasce per rispondere a un’esigenza destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni: recuperare il massimo valore possibile dai materiali tessili e restituirli al ciclo produttivo. Abbiamo realizzato un impianto che integra tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e automazione industriale per affrontare una sfida che non riguarda soltanto la gestione dei rifiuti, ma il futuro di un’intera filiera produttiva. Questo investimento si inserisce in un più ampio programma con cui Plures sta rafforzando la dotazione impiantistica della Toscana, nella convinzione che la sostenibilità si costruisca prima di tutto con infrastrutture moderne, efficienti e capaci di generare valore per i territori’.
Nicola Ciolini, vicepresidente di Plures: ‘Per Prato questo progetto ha un valore che va oltre la realizzazione di un nuovo impianto. Significa mettere a sistema una vocazione che il nostro distretto coltiva da generazioni: recuperare, rigenerare e dare nuova vita alle fibre tessili. Oggi quella tradizione incontra le tecnologie più avanzate e diventa un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio. Sono particolarmente orgoglioso che sia proprio qui a nascere un’infrastruttura destinata a diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo per l’economia circolare del tessile, rafforzando la competitività delle imprese locali e creando nuove prospettive di lavoro e innovazione”.

Anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha partecipato all’inaugurazione del Textile Hub. “In soli 24 mesi è stato realizzato un impianto tecnologico avanzato che trova a Prato il suo luogo naturale – ha detto il sindaco Biffoni –, che riesce a unire l’intelligenza artificiale a un dna storico da sempre votato al riciclo e alla tradizione tessile. Nonostante le difficoltà e le preoccupazioni del territorio, l’Amministrazione comunale ha compiuto una scelta politica forte e lungimirante, dando vita a un investimento strategico fondamentale non solo per il distretto locale ma per l’intera Toscana e per l’Italia. Questa struttura – ha aggiunto Biffoni – si propone di diventare nel tempo un punto di valore straordinario, ricalcando il successo che il progetto Gida ha rappresentato a partire dagli anni Ottanta”. Infine il Sindaco ha sottolineato che “Prato risponde con i fatti alle richieste dell’Europa, mettendo a disposizione le sue tecnologie e un’esperienza radicata nei secoli per guidare una vera e propria rivoluzione globale nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti tessili. Il nuovo Hub dimostra così la capacità di una comunità industriale unica di reagire alle sfide del presente, continuando a innovare nella continuità e investendo con coraggio nel proprio futuro”.

Presente al taglio del nastro anche il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il futuro del distretto pratese, evidenziando come l’innovazione tecnologica e l’economia circolare rappresentino oggi una delle principali direttrici di sviluppo del territorio. “Oggi inauguriamo un impianto che ha un significato importante non solo per i temi del riciclo e del riuso, ma anche per il futuro del nostro sistema manifatturiero e del distretto tessile pratese – ha dichiarato Calamai – È un investimento che guarda avanti, puntando su tecnologie innovative e su un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità e sulla transizione ecologica. Prato ha costruito la propria storia proprio sulla capacità di recuperare e rigenerare tessuti e abiti, trasformando quella che oggi chiamiamo economia circolare in una vocazione che appartiene da sempre al nostro territorio. Questo impianto rappresenta l’evoluzione di quella tradizione, proiettandola nel nel futuro e coniugando tutela ambientale, innovazione e nuove opportunità di crescita economica – ha concluso – E’ questa la direzione che dobbiamo continuare a seguire per rafforzare la competitività del nostro distretto e renderlo sempre più protagonista delle sfide della sostenibilità”.













