Nuova burocrazia mette a rischio le attività educative e culturali in carcere

Organizzare iniziative culturali, educative e ricreative in carcere è diventato ancora più difficile. A complicare una situazione già problematica a causa di una burocrazia caotica e macchinosa ci ha pensato la circolare inviata nei giorni scorsi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria alle direzioni degli istituti penitenziari. Il testo, a firma del direttore generale Ernesto Napolillo, cambia le regole per ottenere l’autorizzazione a organizzare eventi nelle carceri a circuiti a gestione dipartimentale (alta sicurezza, collaboratori di giustizia, 41-bis) come la casa circondariale della Dogaia a Prato.

Se prima il riferimento per portare dall’esterno una attività in carcere era il direttore dell’istituto penitenziario, il quale dopo aver espresso un parere sull’istanza la trasmetteva al magistrato di sorveglianza per l’autorizzazione, adesso tutto dovrà passare dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a Roma. Un accentramento che fa compiere un balzo indietro di cinquant’anni, visto che la circolare supera quanto stabilito dalla legge 354/1975. Non solo, la Direzione generale del Dap chiede di ricevere la richiesta di autorizzazione con “congruo anticipo” e di avere numerosi elementi informativi sull’evento.

La notizia di questa nuova previsione è stata accolta con grande disappunto dalle associazioni e realtà che si occupano di promuovere iniziative in carcere, compreso il mondo della scuola. Anche la garante dei detenuti di Prato, Margherita Michelini, si dice “molto preoccupata”, perché questa decisione “rischia di ritardare o bloccare le già poche iniziative promosse per i detenuti. Tra l’altro – aggiunge Michelini – non si capisce nemmeno più che ruolo abbia il magistrato di sorveglianza, che invece è deputato ad autorizzare le persone esterne a entrare in carcere”. A questo proposito alcuni osservatori ipotizzano la possibilità che la circolare possa contenere rilievi di incostituzionalità. “Alla Dogaia c’è davvero poco, è presente la scuola, dall’alfabetizzazione all’università, ma occorrerebbero più opportunità per i detenuti, iniziative di formazione, culturali ed educative andrebbero incoraggiate, non scoraggiate. Sono d’accordo con il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello: questa circolare ha una scarsa contezza dei contesti carcerari”. Michelini è arrivata a fine mandato ed è attualmente in proroga fino alla nomina del nuovo garante da parte del Comune di Prato, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

 

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