Ancora aggressioni e violenza fra detenuti all’interno del carcere della Dogaia. Nell’ultimo mese sono tre gli episodi sui cui ha aperto un fascicolo la Procura di Prato, che dà conto anche di un quarto episodio risalente al 29 novembre scorso, nel quale “si è assistito all’uso di violenza gratuita da parte di un appartenente alla polizia penitenziaria ai danni di un detenuto presente in infermeria”. La situazione all’interno della Casa circondariale, oggetto di maxi-operazioni repressive a giugno e novembre 2025, continua ad essere critica. L’ultimo episodio è avvenuto sabato scorso, quanto un 25enne marocchino è stato brutalmente aggredito all’interno della sua camera di detenzione, verosimilmente da un altro detenuto intenzionato a commettere violenza sessuale. La vittima ha riportato lesioni gravi, con prognosi di 30 giorni. A sfondo sessuale anche l’aggressione subita il 16 gennaio scorso da un altro detenuto, un 27enne italiano. Si indaga invece nel quadro di un regolamento di conti per il terzo episodio, avvenuto il 22 dicembre, quando un 20enne brasiliano è stato aggredito da un altro detenuto che lo ha graffiato in volto e al braccio sinistro con un pezzo di legno, su mandato di un terzo recluso alla Dogaia.
Nonostante le inchieste della Procura, che nei mesi scorsi hanno portato alla scoperta e al sequestro di droga e cellulari fatti entrare nel perimetro della Dogaia anche tramite droni, la situazione alla Casa circondariale fatica a normalizzarsi. Numerose, nel corso dei mesi, le denunce dei sindacati di polizia penitenziaria a segnalare carenze di organico e condizioni difficili di lavoro. Una situazione che riguarda anche altre figure professionali chiamate ad intervenire alla Dogaia. Come sottolinea il procuratore Luca Tescaroli in una nota, si assiste infatti “a denunce di inadeguata protezione del personale sanitario che accede dall’esterno per prestare la propria opera professionale allorchè vengono a contatto con detenuti”.
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