Sì all’osservazione e alla comunicazione di fatti indice di pericolo per la sicurezza, l’incolumità e l’ordinata convivenza civile. No a forme di pattugliamento attivo del territorio, sia in forma individuale che collettiva, e all’uso delle armi anche se regolarmente detenute. Sono alcune delle regole fissate nel protocollo tra Prefettura e Comune di Prato, che nei giorni scorsi ha aperto la strada ai nuovi “gruppi di segnalazione di vicinato”. Rispetto a quelli siglati nel novembre 2019 sempre in Prefettura dai Comuni di Prato, Montemurlo, Poggio a Caiano e Carmignano (mai decollati, complice la pandemia), sono cambiati il nome (prima “controlli di vicinato”) e la durata. Dai 3 anni di allora, al termine dei quali l’esperienza non fu rinnovata, si passa ai due anni di vigenza dell’attuale protocollo, sottoscritto dal prefetto Michela La Iacona e dal commissario straordinario Sammartino.
Il documento sottolinea “l’aumentata sensibilità alle esigenze di prevenzione” e prende atto delle numerose richieste provenienti da varie parti della città tendenti a rafforzare la vigilanza del territorio da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale, ma anche a ricostituire i gruppi di vicinato, per una collaborazione sul piano della prevenzione (nella foto i cartelli posizionati di recente dai residenti di via Paronese dopo l’escalation di furti degli scorsi mesi).
Il funzionamento sarà simile a quello fissato nel 2019: ciascun gruppo di vicinato avrà un coordinatore, il quale – ottenuto il nulla osta della Prefettura – avrà il compito di raccogliere personalmente o tramite mail o whatsapp, le “segnalazioni circostanziate e non impressioni o supposizioni” provenienti dai cittadini iscritti al gruppo, riguardanti “criticità ambientali, elementi e/o fatti di interesse delle forze di polizia o della polizia locale”.
Il coordinatore riferirà tali informazioni ai referenti della Polizia locale di Prato, “limitandosi ad inoltrare solo fatti o circostanze di carattere oggettivo”.
Ovviamente, per le emergenze, i cittadini dovranno continuare a chiamare il 112, in modo da assicurare un intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Mentre all’articolo 2 del protocollo, si ricorda che al di fuori dei casi di flagranza e di immediato pericolo, si può contattare anche la App Youpol che consente di inviare in pochi clic segnalazioni, corredate da foto e video, relativamente ad episodi di bullismo, cyberbullismo, spaccio, violenze domestiche e di genere e altre manifestazioni di illegalità.
Fra le attività in capo al Comune di Prato, ci sarà quella di promuovere e pubblicizzare i gruppi di segnalazioni di vicinato; raccogliere le comunicazioni relative alla costituzione dei gruppi; predisporre idonea segnaletica informativa da apporre nelle aree interessate dall’iniziativa, allo scopo di innalzare il livello di attenzione dei cittadini e di dissuadere eventuali malintenzionati; vigilare sulla rigorosa osservanza della corretta esecuzione dell’iniziativa da parte dei cittadini e dei coordinatori.
La Prefettura, d’intesa con il Comune, assicurerà che i coordinatori dei gruppi siano adeguatamente formati dalle forze di polizia nel corso di periodici incontri, su limiti e modalità di svolgimento dell’iniziativa. Il protocollo prevede verifiche periodiche sullo stato di attuazione ed una verifica congiunta ogni sei mesi.




