Parte “Supertoscana”, il primo ciclo di residenze artistiche al Pecci

È iniziato il primo ciclo di “Supertoscana”, il nuovo programma di residenze dedicato ad artiste e artisti, curatrici e curatori emergenti, promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e sostenuto dalla Regione Toscana attraverso il programma FSE+ 2021–2027 per il sostegno all’occupazione nei beni culturali e nell’arte contemporanea. Concepito come piattaforma di transizione tra formazione e professione, il progetto accoglie complessivamente 20 partecipanti under 36 (14 artiste e artisti e 6 curatrici e curatori) suddivisi in due cicli di sette mesi trascorsi nel territorio toscano. Con oltre 385 candidature ricevute, Supertoscana offre ai partecipanti un programma articolato di residenze, tutoraggio e confronto con professionisti del settore, favorendo la nascita di nuove progettualità e l’ingresso nel sistema dell’arte contemporanea. Il progetto, coordinato da Michele Bertolino e con Gabriella Kolandra in qualità di tutor, si sviluppa attraverso una rete di istituzioni attive sul territorio regionale: Fondazione Magazzini Generali (Livorno), Ba.Co. (Baratti), Siena Art Institute (Siena), Casa Masaccio (San Giovanni Valdarno) e mudaC – Museo delle arti di Carrara (Carrara).

Supertoscana si inserisce nella più ampia missione del Centro Pecci, istituzione impegnata nella produzione, presentazione e sostegno dell’arte contemporanea e da sempre attiva anche sul fronte della formazione. Già nel 1991 il Centro inaugurava una scuola per curatori, anticipando un modello di istituzione intesa come luogo di ricerca e sviluppo professionale. Il programma di mostre e attività live riafferma questa vocazione, consolidando il ruolo del Centro Pecci come piattaforma di crescita per artisti e curatori emergenti.

LA RESIDENZA
Il titolo del programma richiama l’eredità teorica e progettuale di SUPERSTUDIO, collettivo radicale fiorentino che ha ridefinito il rapporto tra architettura, società e ambiente. Ispirata a questa visione, la residenza apre uno spazio di ridiscussione del rapporto tra essere vivente — umano e non-umano —, paesaggio urbano e naturale e sviluppo tecnologico. SUPERTOSCANA guarda alle dinamiche ecologiche, decoloniali e queer e al lavoro collettivo come strumenti attraverso cui rileggere il paesaggio e ridescrivere la relazione con i beni comuni, in dialogo con le attività produttive e l’artigianato locale, con l’obiettivo di tracciare narrazioni inaspettate. Le residenze indagano temi centrali del dibattito contemporaneo: le pratiche di sostenibilità ecologica, la relazione tra arte, territori e comunità, e il ruolo dell’attivazione civica in prospettiva transdisciplinare. Al termine di ciascun ciclo è prevista una mostra collettiva curata dai e dalle partecipanti e la realizzazione di un catalogo. Ogni ciclo si articola in tre fasi: due mesi di formazione interdisciplinare a Prato, con lezioni, workshop e laboratori con professioniste e professionisti del sistema dell’arte contemporanea; tre mesi di residenza presso i partner ospitanti, dedicati alla produzione di un lavoro o all’approfondimento della ricerca; due mesi conclusivi al Centro Pecci, dove è inaugurata una mostra collettiva, proposto un public program e prodotto un catalogo che racconti l’esperienza.

I DUE CICLI
Il primo ciclo – realizzato in collaborazione con Fondazione Magazzini Generali, Livorno; Ba.Co., Baratti; e Siena Art Institute, Siena– indaga la relazione tra ambiente e paesaggio urbano. Offre ai e alle residenti l’occasione per esplorare le trasformazioni del paesaggio attraverso prospettive ecologiche, sociali e politiche. L’obiettivo è definire narrazioni non stereotipate sul paesaggio toscano contemporaneo, riflettere sulle dinamiche dell’over-tourism, e indagare pratiche legate alla cittadinanza attiva e alla tutela dei beni comuni. La residenza, iniziata ad aprile, si concluderà a novembre 2026, e l’apertura della mostra conclusiva è prevista per il 8 ottobre 2026.

Il secondo ciclo – realizzato in collaborazione con Fondazione Magazzini Generali, Livorno; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno e MudaC, Carrara– è occasione per riflettere sulla geografia umana e produttiva toscana, a partire dalla sua storia manifatturiera. Il focus è la relazione tra arte, impresa e territorio, con particolare attenzione ai saperi artigiani e alla costruzione di nuove narrazioni culturali nelle aree ospitanti. La residenza si svolgerà tra giugno 2026 e febbraio 2027.

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