Ventitre realtà, in rappresentanza di altrettanti quartieri cittadini, hanno approvato e firmato un documento di proposte e richieste che verranno ufficialmente sottoposte ai candidati sindaco, in un incontro in programma il prossimo 4 maggio alle ore 21 presso l’Art Hotel. L’iniziativa è portata avanti da Attiva Prato, associazione che da 20 anni si batte per un maggior riconoscimento della partecipazione civica da parte di enti locali ed istituzioni, promuovendo il coinvolgimento dei cittadini nella vita pubblica. Ieri sera all’assemblea di AttivaPrato, alla presenza di tanti rappresentanti di associazioni, comitati e gruppi informali di cittadini provenienti da tutti i quartieri della città, il documento è stato condiviso e sottoscritto in vista della presentazione ai candidati sindaco il 4 maggio.
“Un appuntamento che si preannuncia come un momento cruciale di confronto tra cittadinanza attiva e aspiranti amministratori – sottolinea AttivaPrato – A rendere ancora più rilevante l’assemblea è stata la sottoscrizione del documento da parte dei presenti: ben 23 realtà, in rappresentanza di altrettanti quartieri cittadini, hanno approvato e firmato il testo. Un dato che va oltre il valore numerico e che restituisce l’immagine di una città che si organizza, si riconosce e prova a fare sintesi”.
“Quella andata in scena – sottolinea il presidente di AttivaPrato Paolo Sanesi – è stata una chiara dimostrazione di risveglio civico, di crescente senso di responsabilità e di una volontà condivisa di contare di più nelle scelte che riguardano il futuro della città e dei singoli quartieri. Sempre più cittadini, infatti, avvertono l’esigenza di essere riconosciuti non come semplici destinatari delle decisioni, ma come protagonisti attivi dei processi democratici. Il passaggio appare significativo: da una partecipazione episodica a una presenza strutturata e consapevole. Non più spettatori, ma interlocutori. Non più frammenti isolati, ma una rete civica capace di esprimere una visione comune. In questo contesto, l’incontro del 4 maggio assume un valore politico di primo piano. Non si tratterà soltanto di ascoltare programmi o promesse, ma di verificare la disponibilità dei candidati a confrontarsi con una piattaforma concreta, costruita dal basso e sostenuta da una parte ampia e organizzata della città. È anche da qui che può ricostruirsi un rapporto più solido tra cittadini e istituzioni: dalla capacità della politica di riconoscere, ascoltare e valorizzare questa energia civica. Perché quando una comunità si attiva in modo così ampio e coeso, non sta chiedendo spazio. Sta esercitando un diritto e, al tempo stesso, indicando una direzione”.




