Una lettera appello dalla base del Partito Democratico per sostenere il percorso partecipativo delineato dalla segreteria provinciale “mettendo al centro iscritti e militanti” e accantonando l’idea “folle” di organizzare un congresso anticipato a partire da febbraio entro marzo, a ridosso delle elezioni comunali di Prato. Il documento sta girando nei circoli della città e della provincia e ha già raccolto le firme di 400 iscritti. “Le adesioni – sottolinea la portavoce dell’iniziativa Annalisa Ciriegi, segretaria dell’Unione comunale Pd di Vernio – crescono di ora in ora e continueranno nei prossimi giorni, a conferma di una mobilitazione dal basso che chiede al Partito Democratico di superare lo stallo interno e concentrarsi sulle sfide che attendono la città”.
I quattrocento firmatari – tutte iscritte e iscritti al Pd pratese – sostengono il percorso partecipativo e chiedono che si vada avanti senza tentennamenti. “Restare fermi è un lusso che non possiamo permetterci”, si legge nel documento. “Non per chi vive con ansia la propria quotidianità, non arriva a fine mese e chiede risposte sul caro bollette, il costo della vita, gli stipendi risicati e il mercato immobiliare alle stelle”.
I firmatari della lettera-appello richiamano alla responsabilità: “Siamo iscritte e iscritti, siamo noi il riferimento che ogni gruppo dirigente dovrebbe avere. Vogliamo un’elaborazione collettiva, non corse alle poltrone. Vogliamo costruire insieme le risposte che la città ci chiede, non restare impantanati in discussioni che riguardano un gruppo ristretto di eletti e dirigenti”. E ancora: “Il percorso di Ri-Generazione è partito e non si fermerà, perché ne va del rapporto di fiducia tra partito, militanti, iscritti, elettori e simpatizzanti. Dare protagonismo alla base significa smettere di tenerla in ostaggio di divisioni autoreferenziali e restituire al PD la capacità di guardare fuori, non dentro”.
La lettera prende atto della posizione espressa nelle scorse settimane dai rappresentanti del PD, quando a seguito dell’incontro fra il segretario regionale Emiliano Fossi, il deputato Marco Furfaro, il segretario provinciale Marco Biagioni e il consigliere regionale Matteo Biffoni, si era giunti alla considerazione che avviare un congresso tra febbraio e marzo sarebbe stata una scelta irrazionale, troppo a ridosso delle amministrative di maggio.
Nei giorni successivi, in direzione, il Pd pratese si è tuttavia spaccato con una larga fetta di rappresentanti (non solo la componente dei riformisti) che ha ribadito la richiesta di congresso anticipato, richiesta che peraltro era stata avanzata da tutta la federazione pratese del Pd il 4 novembre scorso.
Adesso, secondo i firmatari della lettera-appello non c’è più tempo. “Non possiamo permetterci altre attese. Per la città, per la provincia e per la nostra comunità abbiamo bisogno di unità, di impegno di un progetto vincente per Prato”. Poi, un’altra stoccata ai biffoniani: “E’ il tempo della costruzione di una nuova idea di città e del suo racconto, non delle narrazioni vuote. Il PD ha voltato pagina rispetto a una stagione in cui contava più l’immagine della sostanza, più la comunicazione della partecipazione. Ora è il tempo della verità e delle scelte chiare”.
Il documento prosegue ponendo le questioni che richiedono “una posizione condivisa, progressista e solida: il futuro dei servizi pubblici e della gestione dell’acqua, il consumo di suolo e i trasporti, la lotta allo sfruttamento lavorativo, la sicurezza, la libertà di stampa, la gestione dei rifiuti, il sostegno all’impresa sana che rende Prato il distretto più importante d’Europa, le politiche migratorie”.
I firmatari chiedono di scongiurare lo scenario del 2009 quando le divisioni interne al partito, proseguite dopo le primarie fra Massimo Carlesi e Paolo Abati, contribuirono alla sconfitta elettorale che portò per la prima volta il centrodestra alla guida della città con il sindaco civico Roberto Cenni.
“Il monito del 2009 è ancora vivo – è scritto nella lettera -. Il PD di Prato non può permettersi di ripetere gli errori che in passato sono costati la guida della città, quando si perse di vista l’interesse collettivo per concentrare le energie in discussioni interne su chi dovesse guidare il partito. Allora ci si guardò l’ombelico, mentre la città scivolava dalle mani. Non può succedere ancora. Questa volta bisogna partire subito, con l’ambizione di costruire una coalizione larga, aperta e vincente, capace di parlare a tutto il campo progressista e al civismo che vuole impedire alla destra di prendersi Prato”.



