Era partito annunciando una conferenza stampa per un esposto alla Corte dei conti, ci si è ritrovati con un incartamento passato anche alla magistratura ordinaria, per la valutazione di eventuali profili penali. Jonathan Targetti, capogruppo di L’Alternativa c’è, ha depositato questa mattina il fascicolo sulla piscina olimpionica di Iolo, ovvero lo “Stadio dell’acqua”. Ventisette gli atti pubblici in allegato. Che cosa sia accaduto davvero, se ci siano o no i rilievi e presupposti penali, lo dovranno stabilire i magistrati. Targetti, osserva egli stesso, si limita a mettere in fila le carte. “Lo diciamo con chiarezza: non tocca a noi indicare colpevoli. Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura contabile e penale. Sarà quel lavoro, e non fantasiose indagini interne annunciate dal sindaco, a stabilire se e di chi siano le colpe” afferma.
Al centro dell’esposto c’è quello che il consigliere comunale civico chiama un “vizio alla radice”, vale a dire la scelta di collocare a oltre tre metri sottoterra i locali tecnici e i depositi di cloro, acidi e ipoclorito, in un’area con tre pozzi idropotabili e – secondo quanto mostrato da Targetti – era classificata a pericolosità idraulica. Malgrado diniego e punti critici sollevati dagli enti competenti, sostiene il consigliere, il progetto venne approvato lo stesso, con l’obiettivo dichiarato di non perdere i finanziamenti.
Da lì, secondo la ricostruzione di Targetti consegnata ai magistrati, è cominciata la rincorsa a un calendario considerato impossibile. Targetti aggiunge la polemica politica: l’allora – e attuale, sia pure di ritorno – sindaco Biffoni risulta assente in tutte le sedute di giunta in cui si deliberò sull’impianto e che il progetto definitivo fu approvato prima dalla giunta Biffoni, nel 2023, poi da quella Bugetti.
Il quadro economico era di 16 milioni, 6,5 dei quali a fondo perduto dal Pnrr e il resto coperto da un mutuo. Il 30 luglio è arrivata la revoca definitiva del contributo statale, il Comune ha restituito 1,95 milioni già incassati e resta gravato da un mutuo da 9,5 milioni che continua a produrre interessi. Il sindaco ha parlato di un Comune «parte lesa» che ha già attivato le iniziative per accertare le responsabilità e ha assicurato che l’impianto si farà; per il consigliere, invece, a stabilire come sono andate le cose dovrà essere la magistratura contabile e penale, non le indagini interne annunciate da Palazzo comunale.






