Papa Leone ha nominato un nuovo vescovo per le diocesi di Pistoia e Pescia. Si tratta di monsignor Augusto Mascagna, sacerdote della diocesi laziale di Civita Castellana. Nato nel 1964 a Caprarola (Viterbo), è stato ordinato nel 1989 ed è attualmente parroco della con cattedrale di Orte.
L’annuncio è stato dato questa mattina da monsignor Fausto Tardelli, che ha convocato le comunità diocesane di Pistoia e Pescia nel palazzo vescovile di Pistoia per leggere l’annuncio della nomina.
Ricordiamo che del territorio diocesano di Pistoia fanno parte i Comuni pratesi di Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano.
La data dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nelle rispettive diocesi di mons. Mascagna è ancora in fase di definizione e sarà comunicata prossimamente non appena stabilita.
Nel frattempo, mons. Fausto Tardelli è stato nominato Amministratore Apostolico delle Chiese di Pescia e Pistoia e continuerà quindi normalmente il suo servizio fino all’ingresso del nuovo vescovo.
Il cambio alla guida delle due diocesi di Pistoia e Pescia – unite in persona Episcopi – è dovuto alle dimissioni di monsignor Fausto Tardelli, rassegnate per limiti di età.
Il vescovo Giovanni Nerbini e la comunità diocesana di Prato salutano la nomina di monsignor Augusto Mascagna a vescovo di Pistoia e Pescia. «A lui esprimiamo vicinanza e preghiera per questo nuovo e importante incarico – dice monsignor Nerbini – siamo desiderosi di incontrarlo e di conoscerlo per continuare la fruttuosa collaborazione che da tempo unisce le vicine e amiche diocesi di Prato e Pistoia. Gli auguriamo fin da subito buon lavoro».
Il vescovo Nerbini ringrazia monsignor Fausto Tardelli per il ministero episcopale svolto a servizio della Chiesa di Pistoia e Pescia e per il cammino comune compiuto nella Conferenza episcopale toscana.
Il sindaco del Comune di Montemurlo Simone Calamai ha voluto esprimere le proprie congratulazioni a monsignor Augusto Mascagna per la sua nomina a Vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia, avvenuta oggi da parte del Santo Padre. «A nome della comunità montemurlese, accolgo con gioia la notizia dell’arrivo nella nostra terra di monsignor Mascagna – ha detto il sindaco Calamai-. La sua consolidata esperienza come vicario episcopale e come parroco della Concattedrale di Orte sono premesse preziose per il cammino che intraprenderà nella nostra Diocesi Il legame tra la comunità civile e quella diocesana è fondamentale per la crescita sociale e spirituale del nostro territorio. Siamo certi che mons. Mascagna saprà essere una guida illuminata in un momento storico che richiede speranza e visione. Un interlocutore attento per le istituzioni, proseguendo nel solco del dialogo e della solidarietà, nonché un punto di riferimento per i più fragili e per le nuove Generazioni». Il sindaco Calamai ha rivolto un un pensiero di profonda gratitudine a Monsignor Fausto Tardelli, «che ha guidato le nostre comunità con saggezza e instancabile spirito di servizio. Lo ringraziamo per il lavoro svolto e per la costante vicinanza dimostrata alla cittadinanza in questi anni». Il sindaco Calamai, in attesa della data dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso in diocesi, ha assicurato a monsignor Mascagna la massima collaborazione istituzionale per il bene comune.
Il saluto di Mons. Augusto Mascagna
«Carissime comunità cristiane della diocesi di Pistoia e della diocesi di Pescia, Surrexit Christus, spes mea: è risorto Cristo, speranza mia. È l’augurio più bello che desidero rivolgervi nel salutarvi per la prima volta come vostro Vescovo.
Potete immaginare come ho vissuto questi ultimi giorni: «con tremore e gioia grande», come le donne che corsero al sepolcro, lo trovarono vuoto e sperimentarono insieme la paura di una tragedia e la gioia per qualcosa di inatteso che apriva strade nuove. Sono stati giorni in cui ho sentito davvero «il vento dello Spirito abbattersi impetuoso», la vita prendere fuoco e il terremoto di un cambiamento profondo, di una novità mai entrata nei miei progetti.
Ho avvertito la mia indegnità, le mie incapacità, le mie debolezze. E anche la tentazione di dire: «Signore, allontanati da me, che sono un peccatore» …ma un peccatore perdonato! Poi ho guardato alla mia vita e mi sono reso conto di aver sempre detto di sì alle proposte che il Signore mi ha fatto attraverso i miei superiori e le persone che ho cercato di servire.
«Signore, sulla tua parola getterò le mie reti», perché da quando ho conosciuto Te la mia vita è cresciuta nella profondità delle relazioni, nell’intensità delle emozioni e in quella “vita in abbondanza” che solo Tu sai donare.
Eccomi dunque a voi, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, comunità ricche di storia, di arte e di persone che amano il Signore; comunità che testimoniano la carità di Dio in mezzo ai più poveri e ai più deboli; comunità ricche di cultura e aperte ad accogliere l’uomo di oggi. Egli mi manda in mezzo a voi e io desidero camminare con voi: per le strade delle città e dei piccoli centri, nelle pianure assolate, tra i vivai e i fiori, dove nascono creature della natura capaci di rendere più bella la vita.
Voglio camminare con voi sulle colline e sui centri delle zone di montagna che abbracciano le nostre diocesi, per lodare il Signore con san Francesco: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre Terra, che produce diversi frutti, con coloriti fiori et l’erba».
Dai 60 metri di Pistoia e di Pescia fino ai 2300 metri delle cime dell’Abetone, sull’Appennino, dalla valle dei fiori e dei vivai all’Arno che lambisce la nostra diocesi, tutto parla di bellezza e della bontà del Creatore.
Desidero camminare con le donne e gli uomini di buona volontà, con i giovani, i ragazzi e le famiglie, con un ricordo speciale per gli ammalati, i poveri, gli immigrati e i fragili delle nostre diocesi. Desidero camminare con i miei fratelli preti… già mi sento uno di voi, con i religiosi e le religiose presenti in diocesi e, con un affetto speciale, con i seminaristi, nostro futuro.
Camminiamo insieme, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, con il Signore. Con il mio ministero e con la vostra vicinanza di fratelli e sorelle, cercheremo di riconoscerlo per seguirlo.
Due diocesi, come i due di Emmaus, incontrati proprio nella domenica appena trascorsa: anche loro erano in due e il Signore fece ardere il loro cuore. Due diocesi come i due apostoli, Giovanni e Pietro, che corrono al sepolcro il mattino di Pasqua e «videro e credettero». Gli stessi due che, sul lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa — gettate le reti dalla parte destra — lo riconoscono: «È il Signore!», e Pietro si getta in acqua per raggiungerlo subito.
E ancora, gli stessi due alla fine del Vangelo di Giovanni: uno chiamato a «confermare la fede dei fratelli e pascere il gregge» fino al martirio; l’altro a continuare a seguire, testimoniare e scrivere ciò che riguarda Cristo.
Questo è il ministero del vescovo: confermare la fede di un popolo e testimoniarla con la vita. Ma mai da solo, perché «ci si salva insieme, si giunge insieme a Dio; non si arriva a Dio l’uno senza l’altro» (C. Péguy). Questo è il desiderio del cuore di Dio, il vostro e anche il mio, indegno suo servo, chiamato al ministero episcopale.
Christus spes mea: Cristo è la mia e la nostra speranza. Dal cielo il Signore ci benedica attraverso Maria, venerata a Pistoia come Madonna di Valdibrana e Madonna dell’Umiltà, e a Pescia come Madonna della Fontenuova, insieme ai santi protettori: san Giacomo il Maggiore, sant’Allucio e i santi vescovi Atto e Franchi. Nell’attesa di incontrarci, vi benedico.
Civita Castellana, 20 aprile 2026
+ don Augusto, Vescovo
Le parole del vescovo mons. Fausto Tardelli
In una nota a margine della comunicazione il vescovo Tardelli ha illustrato il cammino di unità e anche il cambiamento di mentalità che sarà chiesto alle due chiese sorelle di Pistoia e Pescia «da oggi – afferma il vescovo- inizia una seconda fase della unione “in persona episcopi”. Molto è da fare e anche da inventare. Questa seconda fase, dovrà necessariamente coinvolgere pienamente anche la diocesi di Pistoia perché il nuovo vescovo, il vescovo Augusto, verrà come vescovo ugualmente di Pistoia e di Pescia. Nella lettera che ha voluto inviare alle due diocesi, questo è già molto chiaro: si tratta di fare un cammino a due. Non sarà più dunque il vescovo di Pistoia che si occupa anche di Pescia. No, lui sarà ugualmente vescovo di Pistoia e Pescia. E questo è un cambiamento anche psicologico e di mentalità da acquisire che ha poi dei risvolti pratici importanti. Richiederà una progettazione pastorale comune con impegni e – magari anche qualche sacrificio – da una parte e dall’altra. Sarà soprattutto uno scambio di doni, di carismi e anche di preoccupazioni. Sarà un sostenersi a vicenda sulla strada del Signore».
Un invito alla comunione ecclesiale e alla collaborazione che diventa segna in un contesto lacerato da contese e discordie: «E’ la testimonianza – conclude mons. Tardelli, rivolgendosi in particolare ai presbiteri e ai diaconi – che il Signore ci sta chiedendo di dare, proprio nel preciso contesto storico in cui siamo. Il Santo Padre lo ha capito e sta marciando avanti a noi esattamente in questa direzione».




