Plures, l’assemblea approva il bilancio 2025. Prorogati gli attuali organi sociali

L’assemblea dei soci di Plures, costituitasi con la presenza di 53 soci rappresentanti il 97,29% del capitale sociale, ha approvato il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e la rendicontazione consolidata di sostenibilità. Al momento della votazione erano presenti 49 soci pari al 95,51% del capitale. Il documento di bilancio è stato approvato con il voto favorevole di soci rappresentanti l’89,96% del capitale sociale (43 soci), mentre 4 soci, rappresentanti il 3,91% del capitale, hanno votato contro e 2 soci, rappresentanti l’1,64%, si sono astenuti.
“Il documento, approvato dal consiglio di amministrazione nelle scorse settimane e corredato della documentazione prevista dalla normativa, – si legge in una nota di Plures – conferma il percorso di crescita industriale della multiutility, caratterizzato dal rafforzamento del gruppo, dall’incremento degli investimenti e dallo sviluppo delle attività nei settori ambiente, energia e ciclo idrico.
Nel 2025 Plures ha registrato ricavi pari a oltre 2,2 miliardi di euro, un margine operativo lordo (EBITDA) di 405,8 milioni di euro, un utile netto consolidato di 67,3 milioni di euro e investimenti operativi per 547 milioni di euro, confermando la solidità economica e patrimoniale del gruppo e la capacità di sostenere un significativo piano di sviluppo industriale.
Nella stessa sede, l’assemblea dei soci ha deliberato la distribuzione di 34,4 milioni di euro di dividendi. Al momento del voto erano presenti 50 soci pari al 90,6% del capitale sociale. La proposta è stata approvata con il voto favorevole di soci rappresentanti il 76,68% del capitale sociale (35 soci), mentre hanno votato contro soci rappresentanti il 10,45% del capitale (10 soci) e si sono astenuti soci rappresentanti il 3,46% del capitale sociale (5 soci). Lo scorso anno votarono a favore della distribuzione dei dividendi 29 soci (pari al 57,04% del capitale) e 12 soci votarono contro (pari al 10,77% del capitale).
L’assemblea ha inoltre deliberato la proroga degli attuali organi sociali, rinviando a una successiva assemblea dei soci, da svolgersi entro il 30 settembre, le determinazioni relative al rinnovo delle cariche”.

Quattordici sindaci: “Confermato lo stop alla Borsa, ora si punti su qualità del servizio e tariffe sostenibili”

“L’Assemblea dei soci di Plures Multiutility è stata anche l’occasione per i rappresentanti delle comunità locali per chiedere una nuova fase di governo della società, fondata sulla centralità dell’interesse pubblico, sulla sostenibilità delle tariffe e su un ruolo più forte degli enti locali” si legge in una nota sottoscritta da 14 sindaci dei Comuni di Agliana, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio. Definitivamente accantonata l’ipotesi di quotazione in Borsa, 14 sindaci hanno ribadito “la necessità che Plures resti pienamente orientata alla propria missione pubblica, non solo nella proprietà, ma soprattutto nelle strategie e negli obiettivi”.

“I sindaci, richiamando le indicazione dell’Autorità d’ambito, hanno preso atto del lavoro svolto per superare le criticità contabili emerse nei mesi scorsi e hanno condiviso la scelta prudenziale del consiglio di amministrazione di destinare integralmente gli utili a riserva, in considerazione del permanere di elementi di incertezza – si legge in una nota -. Molti dei sindaci presenti, raccogliendo il malcontento dei territori, hanno richiamato l’attenzione sulle criticità strutturali della gestione, sulle difficoltà nel mantenere il decoro di molte aree urbane e sollecitando un deciso percorso di efficientamento per innalzare la qualità del servizio”.

“Una società interamente pubblica che gestisce servizi essenziali deve avere come obiettivo un servizio più efficiente, maggiore attenzione ai bisogni dei piccoli Comuni, delle zone periferiche  e tariffe sostenibili, non la massimizzazione della remunerazione del capitale” affermano i sindaci. “Se è vero che i dividendi sono fondamentali per i bilanci dei Comuni, non dobbiamo dimenticare che si tratta di entrate da tariffe, e non da una tassazione che risponde al criterio egualitario della progressività. È tempo di rafforzare la solidità dell’azienda, migliorare l’organizzazione, sostenere gli investimenti sulle infrastrutture per contribuire a ridurre progressivamente il peso delle tariffe su cittadini e imprese.Una riorganizzazione che deve valorizzare le professionalità esistenti all’interno e all’esterno dell’azienda, in collaborazione anche con le organizzazioni sindacali, per migliorare la qualità del servizio in ogni comune, a seconda delle proprie caratteristiche e specificità,  che ha permesso di raggiungere alti livelli di raccolta differenziata e diminuire la produzione quotidiana di rifiuti”.

“I Comuni soci hanno chiesto, in maniera pressoché unanime, un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche della società ed un rafforzamento delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo, affinché la governance aziendale operi in piena coerenza con gli obiettivi del servizio pubblico che sono riduzione, riciclo, recupero e corretto smaltimento. Infine, in vista del rinnovo degli organi sociali, i sindaci hanno condiviso la proposta di una proroga tecnica temporanea dell’attuale governance fino al 30 settembre 2026”.

“L’Assemblea ha rappresentato un passaggio importante e coerente con l’indirizzo politico indicato” dichiarano i 14 sindaci. “Continueremo a esercitare il nostro ruolo politico affinché Plures operi nel pieno rispetto della propria natura pubblica, perseguendo gli indirizzi politici di efficienza, trasparenza, responsabilità e sostenibilità, con l’obiettivo prioritario di garantire servizi di qualità, investimenti nei territori e tariffe eque per cittadini e imprese”.

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