L’impegno e la passione per l’arte l’hanno portata per vent’anni a Prato, fin dalla riapertura del Politeama nel 1999. L’incontro con Roberta Betti ed Elvira Trentini, l’avvio della scuola di musical divenuta una fucina di talenti, lo scambio continuo con l’attuale presidente della Fondazione Beatrice Magnolfi: è una storia di affetto profondo quella che lega alla città Simona Marchini, che ha sempre confessato di sentirsi pratese d’adozione.
In virtù di questo legame profondo con Prato, giovedì 11 dicembre (alle 18.30) il commissario straordinario Claudio Sammartino conferirà in teatro il Gigliato d’Argento del Comune di Prato a Simona Marchini, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica, comica e regista teatrale, divenuta popolarissima a metà degli anni Ottanta con la trasmissione «Quelli della notte» di Renzo Arbore.
Fu lei a contribuire alla nascita della scuola di musical «Arteinscena», assumendone la guida dal 2000 al 2020 nella veste di direttrice artistica, esperienza che ha formato giovani artisti come Giovanni Caccamo, Francesca Nerozzi, Lorenzo Branchetti, Martina Ciabatti, Stefano Simmaco, Laura Galigani e molti altri tuttora riferimento nel panorama del musical italiano e internazionale. L’occasione della consegna è significativa: la prestigiosa onorificenza sarà conferita in occasione del saggio natalizio degli allievi dei corsi di musical, in collaborazione con la Bernstein School Of Musical Theater, prosecuzione ideale del lavoro avviato 25 anni fa proprio da Simona Marchini.
«Un doveroso riconoscimento per la perdurante amicizia nel tempo che ha sempre avuto Simona Marchini verso la città di Prato e il Politeama, per un’artista generosa e una donna meravigliosa – sottolinea Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Politeama Pratese -. A nome di tutto il consiglio d’amministrazione, ringrazio il commissario Sammartino per la sua sensibilità verso la vita culturale cittadina, già dimostrata in occasione di Tosca per il nostro Centenario».
Simona Marchini era stata due anni fa al Politeama durante la proiezione del docufilm «La donna che riapriva i teatri» ispirato alla storia del teatro e di Roberta Betti. Durante la sua lunga carriera, ha prestato il proprio talento comico a tante trasmissioni televisive e radiofoniche, oltreché al cinema, diretta da registi come Pupi Avati, Sergio Rubini, Valeria Bruni Tedeschi, Paolo Virzì, Dino Risi. Si ricordano a Prato anche le sue regie per «Rigoletto» e per «La vedova allegra», e gli spettacoli di cui è stata protagonista come «La mostra» con la regia del suo grande amico Luigi Proietti e da ultimo, nel 2022, «Mine vaganti» di Ferzan Ozpetek.
Alla sua esperienza pratese ha dedicato un intero capitolo nel suo libro autobiografico «Corpo estraneo – La mia vita tra arte, musica e teatro», presentato nell’ottobre 2022 al Ridotto del Politeama. Nel 1987 è stata nominata ambasciatrice Unicef per l’Italia e, successivamente, è diventata sovrintendente del «Todi Arte Festival», sviluppando il suo forte interesse per il teatro musicale e per la lirica.



