Poliziotti aggrediti al picchetto dei lavoratori in sciopero, il sindacato Fsp: “Servono rinforzi per Prato”

“Profonda solidarietà ai due operatori della Digos aggrediti e feriti nel grave episodio verificatosi a Prato, l’aggressione subita, culminata con il loro ferimento, è un fatto di assoluta gravità e del tutto intollerabile, che dimostra ancora una volta come il personale della Polizia di Stato sia chiamato a intervenire in situazioni improvvise e potenzialmente violente, spesso in contesti operativi altamente delicati”.
Così Alfonso Luciano, segretario provinciale Prato Fsp, commenta quanto accaduto ieri davanti all’Euroingro.
“Episodi di questo tipo non possono essere considerati un ‘rischio fisiologico del mestiere – aggiunge in una nota – ogni volta che un appartenente alla Polizia viene colpito in servizio è lo Stato stesso ad essere colpito”.
“Questo episodio – osserva ancora – si inserisce in una realtà, quella pratese, già segnata da una cronica carenza di personale: gli organici della questura e delle altre articolazioni di polizia sul territorio risultano da tempo numericamente inadeguati rispetto alle reali esigenze di una provincia complessa e profondamente mutata rispetto ai parametri su cui furono calibrati i numeri in passato. Una criticità che la nostra organizzazione sindacale denuncia da tempo e che incide direttamente sulla sicurezza degli operatori e dei cittadini”.
Per Luciano “non va dimenticato che proprio a Prato, lo scorso 15 agosto, in occasione della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito l’attenzione del Viminale verso il nostro territorio, riconoscendo le sue specifiche criticità e la necessità di garantire rinforzi e presìdi adeguati. Alla luce del grave episodio avvenuto oggi, ci attendiamo che tali impegni trovino rapida e concreta attuazione, attraverso scelte chiare su organici, mezzi e modelli organizzativi, affinché episodi così gravi non ricadano ancora una volta sulle spalle di pochi colleghi lasciati in prima linea”. “La nostra organizzazione sindacale continuerà a chiedere con fermezza – conclude – che a Prato vengano garantite risorse umane e strumenti adeguati, a tutela delle donne e degli uomini in divisa e della sicurezza di tutti i cittadini”.

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