«Una città che ha un quarto degli abitanti stranieri perché non ha mai pensato di istituire una consulta? Non si può pensare di andare ognuno per la sua strada senza incontrarci mai, questo non paga». La proposta è del vescovo Giovanni Nerbini, intervenuto nella trasmissione Parliamoci chiaro – in onda questa sera alle ore 21,30 – di Tv Prato e realizzata in collaborazione con il quotidiano La Nazione.
Monsignor Nerbini ha risposto a tutto campo alle domande del direttore Giancarlo Gisonni e del caporedattore della redazione pratese de La Nazione Luigi Caroppo. Si è parlato del presente e del futuro della città, della presenza della Chiesa nel tessuto sociale ma anche di questioni calde come legalità, accoglienza e sicurezza. A questo proposito il Vescovo ha affermato che «legalità e accoglienza devono essere convergenti, dove non c’è legalità non c’è neppure uno Stato. La questione sicurezza non è stata sufficientemente tutelata», mentre il dibattito sulla legalità «non può essere lasciato allo scontro ideologico tra destra e sinistra», nel quale ognuno punta il dito contro l’altro, l’invito è quello di «mettersi insieme e trovare una soluzione».
Gisonni e Caroppo hanno osservato come, a due mesi dalle elezioni amministrative, Prato sia ancora in attesa di conoscere i nomi dei candidati a sindaco e non ci siano né idee, né proposte concrete per una città commissariata e bisognosa di un rilancio. «Il grande rischio che corriamo – ha affermato monsignor Nerbini – è che nulla sia cambiato dopo quello che è successo e che quindi riparta il tran tran di sempre». Il Vescovo ha auspicato elementi di novità, che possano aiutare i pratesi a ritrovare fiducia, in particolare nella politica. «Non bastano i manifesti elettorali, non servono solo volti, ma progetti veri e validi per la città. C’è bisogno del contributo di tutti. Polemizziamo quanto ci pare, discutiamo, però poi cominciamo a prendere i problemi uno a uno per trovare una soluzione condivisa». Un auspicio questo già espresso nell’omelia del pontificale di Santo Stefano, quando invitò la società civile a farsi avanti per il bene della città, e la politica ad ascoltare le istanze delle comunità pratese.



