Lavoratori del pronto soccorso in piazza, davanti al Consiglio della Toscana per protestare contro il taglio delle indennità arretrate. Un centinaio i partecipanti al presidio promosso da Nursind, Cisl Fp, Nursing Up e Fials: bandiere, fischietti e un coro ripetuto più volte “Vergogna, vergogna!”.
“Ci sono dei coefficienti stabiliti dal contratto nazionale – ricorda Andrea Nerini segretario generale Cisl Fp Toscana – ma la Regione ne applica uno differente, con un punto e mezzo percentuale in meno. Questo significa due milioni di arretrati per il 2023 e tre milioni per il 2024, mentre dobbiamo ancora calcolare per il 2025. Secondo noi si tratta di circa 3.000 euro a persona, oggi abbiamo visto che ne sono stati erogati circa la metà. Noi abbiamo chiesto un’interlocuzione alla Regione, ma in cinque mesi da ottobre a oggi, abbiamo avuto solo un incontro ufficiale”.
I partecipanti al presidio indossano magliette con scritto ‘Vergogna’ davanti e vari slogan sul retro. Tra gli altri ‘Basta giochi di prestigio sui nostri arretrati’, ‘Giani i conti non tornano: paga il dovuto!’, ‘Non accettiamo saldi sulla nostra pelle’.

“E’ una protesta soprattutto per la dignità”, aggiunge Giampaolo Giannoni, segretario regionale Nursind. “Ci saremmo aspettati tantissimo dalla Regione, così come fatto da altre in Italia, con l’erogazione delle risorse economiche che spettano agli infermieri del pronto soccorso. Mancano tanti soldi, quasi cinque milioni di euro, manca tutto il finanziamento già predisposto dalla legge di bilancio 2024 sul 2025 e 2026, senza il quale non possiamo aprire nemmeno i tavoli aziendali per la differenziazione dell’indennità. E a proposito di differenziazione dell’indennità, la Regione Toscana ha davvero dato uno schiaffo in faccia agli infermieri. 50 centesimi al giorno vale la nostra professione, rispetto alle altre figure” presenti in pronto soccorso. “È una cosa – conclude Giannoni – che non ci saremmo mai aspettati”.




