Una giornata storica, di quelle che rimangono impresse nella mente. «Un giorno direte io c’ero», disse il vescovo Pietro Fiordelli ai microfoni di Tv Prato. Il 19 marzo 1986, quaranta anni fa, Giovanni Paolo II accettò l’invito della Diocesi e visitò la città di Prato per una intera giornata. Atterrò con l’elicottero allo stadio Lungobisenzio dando vita a un programma di incontri e appuntamenti fitto e pieno di momenti significativi.
La segreteria organizzativa, coordinata da monsignor Carlo Stancari, aveva preparato l’evento nei minimi dettagli, occorreva che tutto fosse studiato e preparato senza tralasciare niente. In tutto furono dodici ore di emozioni, vissute con grande trasporto da tutti i pratesi, credenti e non. La data non fu casuale, il 19 marzo, San Giuseppe, il patrono dei lavoratori, una festa da vivere con il Vescovo di Roma nella città del lavoro. Non erano ancora i tempi della forte presenza straniera, in particolare cinese, che oggi caratterizza Prato, l’immigrazione c’era e c’era stata massiccia dal sud Italia. Ai lavoratori del comparto tessile, agli operai delle fabbriche, Giovanni Paolo II parlò al Macrolotto, in un grande spazio creato dall’abbattimento di un muro che separava due capannoni. Lì si radunarono in ventimila per ascoltare un discorso dal grande significato umano e spirituale. «Il primo fondamento del lavoro è l’uomo», affermò Giovanni Paolo II e poi: «Grande cosa è il lavoro. Ma l’uomo è incomparabilmente più grande». E ancora, «l’attività imprenditoriale misura il proprio livello di nobiltà e moralità, spesso anche di efficienza, sull’atteggiamento che riserva all’essere umano. La tecnica, il capitale, il profitto… sono da apprezzare e favorire nei limiti in cui tengono presente che al centro sta l’uomo».

Un tema, quello del lavoro, ripreso ventinove anni dopo anche da papa Francesco nella sua breve ma intensa visita a Prato il 10 novembre 2015. Prima di andare ad aprire il Convegno ecclesiale nazionale in programma a Firenze, Bergoglio scelse di sostare per un’ora a Prato per parlare al «mondo del lavoro». Due anni prima sette operai di nazionalità cinese erano morti in un incendio scoppiato all’interno della fabbrica dormitorio dove lavoravano e vivevano. Un dramma dello sfruttamento duramente criticato da Francesco, che invitò la comunità pratese a non stancarsi mai di lottare «per la verità e la giustizia».
Nel ricordare la presenza dei due Papi, a Prato si usa dire: l’abbraccio della città, «intenso e reciproco», che seppe accogliere e vivere quei momenti in modo corale e autentico.
Giacomo Cocchi

Su Tv Prato le immagini di quel giorno storico
Papa Giovanni Paolo II passò a Prato una intera giornata. Quaranta anni dopo, il 19 marzo, dalle ore 15,15, Tv Prato ricorderà l’anniversario trasmettendo le emozionanti immagini di quel giorno. La tv della città seguì passo passo il fitto programma della giornata, dall’arrivo allo stadio con l’elicottero, alla grande celebrazione eucaristica in piazza Mercatale, alla quale parteciparono circa 70mila persone. Si potranno riascoltare le parole di Giovanni Paolo II, del vescovo Pietro Fiordelli e delle altre autorità cittadine dell’epoca.





