Quaresima di carità, Prato guarda a Betlemme

Con il cuore in Terra Santa. La tradizionale raccolta offerte promossa dalla Caritas diocesana di Prato in occasione della Domenica delle Palme – chiamata Quaresima di Carità – quest’anno sarà devoluta a sostenere i progetti «Radici di Betlemme». I venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente, la difficilissima situazione che sta vivendo la Palestina hanno portato la Caritas pratese a porre l’attenzione sulle martoriate popolazioni di quelle terre.

«Solitamente la raccolta in tempo di Quaresima ha una dimensione mondiale – ricorda don Enzo Pacini, direttore della Caritas diocesana di Prato – e quest’anno abbiamo voluto pensare alla Terra Santa. Di Gaza non si parla più ed è difficile inviare aiuti, ma anche Betlemme e gli altri luoghi di Gesù stanno affrontando una situazione molto complicata. La Caritas regionale ci ha chiesto di fare qualcosa per la Terra Santa e così è nata l’idea di destinare la nostra raccolta quaresimale in questo senso».

Il contributo raccolto in tutte le chiese di Prato in occasione della Domenica delle Palme servirà a sostenere la cura degli anziani e ad aiutare le giovani donne con i loro bambini a Betlemme.

I due progetti. Il primo è curato dalla Società Antoniana per conto del Commissariato di Terra Santa della Toscana e Ats pro Terra Sancta ed è rivolto agli anziani del paese natale di Gesù che vivono soli. Molti di loro infatti sono stati abbandonati dalle proprie famiglie. La Società Antoniana ha una casa di cura per l’assistenza ai bisogni primari dei loro ospiti. Il finanziamento servirà ad acquistare beni di prima necessità, a pagare cure mediche e visite specialistiche. I beneficiari diretti del contributo pratese sono i trentacinque ospiti della casa di accoglienza e i sessanta anziani che partecipano alle attività del centro diurno Nadi, ma anche la comunità di suore e lo staff locale impegnati nelle due strutture.
Sorta nel 2005 nelle vicinanze della basilica della Natività, la casa di accoglienza Hogar Nino Dios è una struttura che ospita bambini e giovani donne in grave necessità, affetti da disabilità fisiche o mentali, orfani o provenienti da famiglie non in grado di far fronte alla loro condizione. La casa è gestita da un piccolo gruppo di suore, ha iniziato le proprie attività accudendo due bambini e una giovane donna disabile. Da allora la casa ha continuato a crescere e oggi accoglie ventinove ospiti tra bambini, bambine, ragazzi e ragazze, cristiani e musulmani, provenienti da Betlemme e dalle zone vicine. La maggior parte sono residenti nella struttura, altri arrivano nel pomeriggio per partecipare alle attività promosse dal centro.

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