Due giovani con il cappuccio alzato che si fingono clienti e poi passano all’azione dopo aver estratto una pistola. Le immagini di videosorveglianza (nel video sotto) documentano la violenta rapina a mano armata avvenuta sabato pomeriggio, attorno alle 16:50, al negozio di telefonia e money transfer di via Roma, nei pressi dell’ingresso del parco ex Ippodromo. I due banditi, con i cappucci dei giubbotti sulla testa, sono entrati con molta calma e hanno chiesto al titolare, un cittadino pakistano, di procurargli un vetro sostitutivo per un I-Phone. Poi mentre il negoziante stava parlando al telefono, e dopo aver parlato loro stessi al cellulare con un’altra persona – probabilmente il palo – si sono avvicinati al bancone. Un bandito ha spintonato e percosso a mani nude il commerciante, che ha provato ad opporsi, ma è stato colpito dal secondo rapinatore con la canna della pistola in pieno volto.
A quel punto il commerciante ha desistito e ha assistito impotente, sotto la minaccia della pistola, allo svuotamento della cassa da parte dei rapinatori, che si sono poi allontanati a bordo di un monopattino, nonostante il tentativo della vittima di fermare la loro corsa. Un terzo ragazzo è stato avvistato all’uscita del negozio mentre parlava al telefono; potrebbe essere il complice che ha fatto le funzioni del palo e poi si è allontanato su una bici elettrica.
Il bottino della rapina è ingente, oltre 21.000 euro in contanti.
La polizia scientifica ha effettuato un sopralluogo nel negozio. Impronte, immagini di videosorveglianza e celle telefoniche sono al vaglio per dare un nome ai banditi, che hanno agito spavaldi.
Non è l’unico episodio di violenza subito dal commerciante. Nei mesi scorsi un cliente ha estratto un lungo coltello all’interno del negozio. Più di recente un altro cliente magrebino ha dato in escandescenza infrangendo la vetrata a bottigliate. La sorella del titolare, una donna pakistana in Italia dal 2002, si rivolge direttamente alla premier per chiedere più tutele: “Gli stranieri che delinquono devono stare in galera o devono essere rimandati nel loro Paese” dice convinta.



