“I numeri parlano chiaro: a Prato il tanto decantato reddito di reinserimento lavorativo, figlio del matrimonio politico tra Pd e M5S celebrato da Eugenio Giani, registra la bellezza di sette domande presentate e ben quattro approvate. Per un totale di 10mila euro. Non c’è che dire, un successone.
La Regione non trova i soldi per ridurre l’aliquota Irpef o scongiurare il rischio concreto di uno scellerato aumento dei biglietti e degli abbonamenti del TPL, ma tiene congelati 23 milioni di euro per una misura fallimentare, a Prato come in Toscana”.
Così Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana, commenta i dati relativi al reddito di reinserimento lavorativo a livello toscano e pratese, scaturiti da atti presentati dai consiglieri regionali di FdI Luca Minucci e Alessandro Tomasi.
“Per dare un termine di paragone, il reddito di cittadinanza, fratello maggiore della misura varata dalla Giunta Giani, nei primi 2 anni registrò a Prato 2902 beneficiari, con una media di quattro al giorno. Ora siamo a quattro, ma in un mese. Un flop indiscutibile. I correttivi apportati dalla Giunta hanno leggermente aumentato la platea dei beneficiari, ma con questo ritmo il numero massimo regionale non arriverà a 5mila cittadini, per uno stanziamento complessivo pari a circa 10 milioni di euro. Gli altri 13 liberiamoli e investiamoli sui trasporti pubblici, per sterilizzare l’aumento e migliorare il servizio. I pratesi, dal capoluogo alla Valbisenzio ai Comuni medicei, apprezzeranno”, conclude La Porta.





