Restart, l’appello di un commerciante: “Mettete il vostro fondo sfitto a disposizione per 3 mesi: il centro di Prato merita di più”

Riceviamo e pubblichiamo di seguito la lettera aperta di Marco Calamai, titolare del negozio La Città del Sole di via Luigi Muzzi e proprietario di un fondo sfitto nella stessa strada. Calamai invita altri proprietari di fondi inutilizzati a dare la propria disponibilità al progetto RESTART (Recupero Spazi del Territorio Abbandonati e Rigenerazione Territoriale) promosso dal Comune di Prato.

Da vent’anni, insieme alla mia famiglia, gestisco un’attività commerciale storica in via Luigi Muzzi: Città del Sole, aperta nel 2006. In questi vent’anni il mondo è cambiato, il commercio è cambiato, e con essi sono cambiate anche le nostre città e i nostri centri storici.
Oggi mi rivolgo a voi non come osservatore esterno, ma come uno di voi: un proprietario di un fondo sfitto situato proprio in una delle vie coinvolte nel progetto RESTART del Comune di Prato.
Quando mi è stato proposto di aderire, la prima domanda che mi sono fatto è stata la stessa che probabilmente vi state facendo anche voi:
“Perché dovrei mettere a disposizione gratuitamente il mio fondo per tre mesi?”
La risposta, dopo averci riflettuto seriamente, è molto più semplice e concreta di quanto sembri.

1. Perché un fondo spento non porta valore a nessuno — nemmeno al proprietario
Il nostro fondo in via Muzzi è rimasto vuoto per mesi.
Richieste ce ne sono state, certo, ma tutte finite nel nulla.
Non per il canone, non per condizioni particolari: semplicemente, oggi aprire un’attività è un salto nel vuoto, e molti rinunciano prima ancora di provarci.
Un periodo di “prova”, invece, fa bene a tutti: a chi vuole avviare un’attività e a noi proprietari, che possiamo finalmente vedere il fondo rivivere.

2. Perché il progetto copre le spese che normalmente ricadrebbero su di noi
Il progetto RESTART prevede contributi fino a 5.000 euro per: manutenzione ordinaria, ripristino dei locali, pulizie, utenze, attività di animazione territoriale. In pratica, il fondo ci torna indietro migliore di come l’abbiamo consegnato, anche nel caso in cui l’attività non prosegua oltre i tre mesi.

3. Perché possiamo scegliere chi entra nel nostro fondo
Non si tratta di “cedere le chiavi a chi capita”. Il proprietario mantiene il diritto di scegliere il progetto più adatto, più serio, più compatibile con il proprio immobile. È un vantaggio enorme: finalmente possiamo selezionare chi vogliamo davvero dentro il nostro fondo.

4. Perché vedere un fondo illuminato cambia tutto – per noi e per la via
Un fondo spento genera degrado, insicurezza, incuria.
E, lo sappiamo bene, il decoro urbano è responsabilità anche dei proprietari, con possibili sanzioni se gli immobili non vengono mantenuti.
Un fondo acceso, invece: illumina la via, porta movimento, migliora la percezione di sicurezza, valorizza l’immobile stesso.
E questo vale ancora di più per vie come via Luigi Muzzi, che hanno un potenziale enorme ma che soffrono per la mancanza di passaggio e per la presenza di immobili vuoti da anni, come l’ex palazzo Telecom.

5. Perché ci sono oltre 50 realtà pronte a investire nel nostro centro storico
Questo è un dato che non possiamo ignorare. In un momento storico in cui aprire un negozio è difficilissimo, più di 50 progetti hanno chiesto di entrare proprio nelle nostre vie.
È un segnale forte: il centro storico di Prato ha ancora un valore, e molti sono pronti a scommetterci.
Sta a noi proprietari decidere se cogliere questa occasione o lasciarla passare.

6. Perché il periodo estivo è perfetto per una prova, e l’autunno è il vero banco di prova commerciale
Tre mesi gratuiti in estate permettono alle nuove attività di prepararsi, testarsi, farsi conoscere. E se funzionano, il vero lavoro inizia da ottobre in poi, quando il commercio riparte davvero. È un vantaggio strategico sia per loro che per noi.

7. Perché è un gesto di responsabilità verso la città, ma anche un’opportunità concreta per noi
Non voglio parlare di “spirito di servizio” o “amore per la città”. Molti proprietari non si riconoscono in questo linguaggio, e lo capisco.
Parlo invece di vantaggi reali: un fondo rimesso a nuovo, nessun costo a carico, possibilità di trovare un affittuario stabile, valorizzazione dell’immobile, miglioramento della via e del contesto urbano. E, se vogliamo dirla tutta, un fondo che vive vale più di un fondo che dorme.

8. Perché il centro storico di Prato merita di più e noi possiamo essere parte del cambiamento
Da vent’anni vivo, lavoro e investo nel centro storico. Conosco bene le sue difficoltà, ma conosco anche il suo potenziale. Il progetto RESTART non è la soluzione a tutto, ma può essere una tappa importante di un percorso più lungo, che restituisca al centro storico il ruolo che merita:
il biglietto da visita della città.



Il mio invito ai proprietari
A chi ancora è indeciso, dico questo: Provate. Mettete a disposizione il vostro fondo per tre mesi.
Non vi costerà nulla. Potrebbe cambiarvi molto. E potrebbe cambiare qualcosa anche alla nostra città.

Io l’ho fatto. Da proprietario, da commerciante, da residente. E credo davvero che sia la scelta giusta.

Marco Calamai
Proprietario immobiliare e titolare di Città del Sole – Via Luigi Muzzi, Prato

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