La Camera dei Deputati ha approvato oggi l’ordine del giorno a prima firma Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato, sulla responsabilità estesa del produttore (EPR) nel settore tessile. Il voto è arrivato durante l’esame del decreto sull’obbligo di compostabilità degli imballaggi, già approvato dal Senato.
Il testo impegna il governo a completare in tempi rapidi l’istituzione del regime che responsabilizza i produttori sull’organizzazione della gestione dei prodotti tessili a fine vita, in modo da incentivare riparabilità e riciclabilità. Tra gli impegni c’è il contributo delle aziende alle spese di raccolta, selezione e preparazione per il riutilizzo e riciclo, misure per assicurare il ritiro anche nelle aree meno servite e per il coordinamento con i Comuni nell’organizzazione della raccolta. L’ordine del giorno chiede infine di rafforzare la tracciabilità dei flussi, anche quando i rifiuti sono destinati all’estero.
“Per Prato è una partita decisiva”, dice Christian Di Sanzo. “Il distretto è da sempre il punto di riferimento europeo per il riciclo tessile. Le imprese stanno investendo e il Textile Hub di Plures ne è la prova. Ma un impianto così ha bisogno di una filiera che sia organizzata in tutte le fasi del riciclo, e quella filiera nasce solo con regole stabili. Tutto il distretto ha bisogno di questo decreto e ogni rinvio lascia soli proprio coloro che hanno scommesso sull’economia circolare”.
“Siamo a ottobre – sottolinea il deputato PD – e il testo definitivo ancora non c’è. Il ministero da mesi va avanti di bozza in bozza. Eppure non parliamo di una scelta, ma di una direttiva europea che deve essere recepita. Senza regole stabili, senza una filiera organizzata, i costi della raccolta restano sulle spalle dei Comuni e dei gestori, e alla fine pesano sulla tariffa dei rifiuti. La normativa EPR è una grande occasione per rendere l’economia del settore tessile davvero circolare a beneficio del territorio. Il distretto pratese aspetta le nuove regole dall’inizio dell’anno, ora servono tempi certi”.
Secondo i dati Ispra 2024, in Italia si producono circa 905 mila tonnellate di rifiuti tessili, ma la raccolta differenziata ne intercetta appena il 20 per cento. Per invertire la rotta l’Unione europea ha scelto la strada della responsabilità dei produttori. La direttiva UE 2025/1892, in vigore dal 16 ottobre 2025, obbliga ogni Stato membro a dotarsi di un regime EPR per tessili e calzature e fissa al 17 giugno 2027 il termine per il recepimento.
L’Italia per una volta si era mossa in anticipo. Il ministero dell’Ambiente aveva messo in consultazione il suo schema di regolamento già nella primavera del 2025, alcuni mesi prima dell’approvazione della direttiva. In autunno ne aveva annunciato l’entrata in vigore entro il primo trimestre del 2026. Il 23 luglio scorso il testo ha ottenuto il parere favorevole della Conferenza unificata. Da allora però il percorso è rallentato e il regolamento non è ancora in vigore.
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