venerdì 23 Gennaio 2026

Rilasciato il 46enne cinese sequestrato sei giorni fa

E’ stato ritrovato il 46enne cinese di cui la moglie e un amico aveva denunciato il sequestro a Prato. L’uomo, da quanto appreso, è stato rintracciato in stato confusionale nella zona di piazza Mercatale a Prato, città dove il 30 novembre scorso, poco dopo le 4.20, era stato prelevato fuori da un locale di karaoke, da due uomini (non cinesi) che si erano qualificati come appartenenti alla forze dell’ordine, in base a quanto denunciato agli inquirenti. L’uomo è stato ascoltato nella notte dai carabinieri e poi è tornato a casa. Secondo quanto spiega il legale della famiglia, Tiziano Veltri, sarebbe in buone condizioni.

Come spiegato dalla procura nei giorni scorsi, Yixian Yang non risultava “esser stato controllato da esponenti delle forze dell’ordine, nè destinatario di provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria italiana”. Secondo quanto aveva segnalato un amico che ha sporto denuncia assieme alla moglie della vittima, lo stesso Yixian Yang sarebbe però destinatario di un provvedimento emesso dalla Repubblica popolare cinese per un’inchiesta su scommesse in Cina dal giro d’affari milionario. I sequestratori potrebbero aver avuto notizia dei guai giudiziari dell’uomo e delle sue disponibilità economiche decidendo di organizzare il rapimento ai fini estorsivi.

Dopo 6 giorni nei quali si erano perse le sue tracce, e dopo che era giunta una richiesta di pagamento di riscatto alla famiglia, ieri l’avvocato della stessa ha fatto sapere di aver ritirato la denuncia che aveva portato all’apertura dell’inchiesta per sequestro di persona, facendo sapere che i familiari si aspettavano di conseguenza la liberazione di Yixian Yang. Cosa che effettivamente è avvenuta nelle ore successive. Sulla vicenda, piena di punti oscuri, indagano i carabinieri del nucleo investigativo coordinati dalla Procura di Prato e dalla Dda di Firenze.

La normativa italiana prevede il blocco dei beni della vittima e dei familiari in caso di sequestro di persona e la possibilità di “operazioni controllate per il pagamento del riscatto”, chieste dal pm della Dda e autorizzate dal giudice delle indagini preliminari con decreto motivato, nei casi in cui ciò risulti necessario per acquisire rilevanti elementi probatori, al fine di individuare e catturare i responsabili del sequestro di persona.

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