Sono state archiviate tutte le accuse a carico di Claudio Belgiorno per le ipotesi dei rimborsi versati dal Comune di Prato al suo datore di lavoro, in ragione dell’attività svolta dall’allora capogruppo di Fratelli d’Italia. “Infondatezza della notizia di reato”. “Insussistenza degli elementi oggettivi del reato ipotizzato”. Sono alcuni passaggi contenuti nel decreto di archiviazione emesso dal giudice per le indagini preliminari di Prato, che ha accolto le richieste della stessa Procura. L’inchiesta, avviata dopo un articolo del Fatto Quotidiano a cui seguì una denuncia-querela del Comune di Prato, ipotizzava la richiesta di rimborsi per attività istituzionali mai svolte, in particolare la partecipazioni a riunioni del gruppo consiliare. Dopo una prima ipotesi di rimborsi per oltre 30.000 euro riferiti a più annualità, la Procura a settembre 2025 contestò a Belgiorno false attestazioni per 32 ore di attività e 1200 euro di rimborsi ottenuti dal suo datore di lavoro. Belgiorno si è fatto interrogare pochi giorni dopo e tramite indagini difensive, vagliate dagli inquirenti, ha prodotto le prove della sua totale estraneità alle accuse. Al punto che la stessa Procura ha chiesto l’archiviazione.
“Hanno passato ai raggi X la mia vita: conto corrente, spostamenti, dove sono andato, chi ho incontrato. Sono state ascoltate persone e prodotte 800 pagine per chiarire questa vicenda: oggi posso dire che giustizia è stata fatta. Credo nelle istituzioni e nel lavoro svolto dagli inquirenti e dalla Procura di Prato” ha detto Claudio Belgiorno nel corso di una conferenza stampa tenuta assieme agli avvocati Ugo e Gaia Fanti e all’avvocato Gianni Cenni, che lo hanno assistito.
Belgiorno ha ribadito la propria estraneità anche nella vicenda delle lettere anonime contro Tommaso Cocci, che lo vede indagato per revenge porn e diffamazione assieme ad Andrea Poggianti. “Spero che le indagini si chiudano presto” ha detto. L’esponente politico ha poi parlato di “fuoco amico” per spiegare i motivi scatenanti delle accuse a suo carico e ha annunciato il suo rinnovato impegno in vista delle prossime elezioni comunali. “Ho avuto tantissime offerte in questi mesi e sarò in campo alle amministrative” ha detto, rimandando i dettagli già alla prossima settimana.
“Ho sempre svolto con correttezza il mio lavoro per le istituzioni e mi sono speso con impegno costante sul territorio per incontrare le persone e questo lavoro capillare si è visto nei risultati elettorali (nel 2024 Claudio Belgiorno raccolse 1872 preferenze e fu il consigliere comunale più votato in assoluto, ndr). Questa vicenda giudiziaria come l’altra – continua Belgiorno – mi ha toccato in un momento importante, in cui numeri alla mano avrei potuto essere eletto consigliere regionale. Ma quel 10 settembre 2025 tutto è cambiato per colpa di qualcuno che ha voluto questo. Io sono la vera vittima di questa vicenda, che qualcuno ha voluto bloccare in un momento di apice e di consenso bloccando anche il principio democratico di far eleggere una persona voluta dai cittadini”.
Il cortocircuito dei moduli del Comune
Assieme ai propri legali, Claudio Belgiorno ha spiegato come funziona il meccanismo dei rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri comunali, in base al Testo unico degli enti locali. Il capogruppo – hanno spiegato gli avvocati Ugo e Gaia Fanti e l’avvocato Gianni Cenni – ha facoltà di svolgere 24 ore mensili di attività politico-istituzionali chiedendo il permesso al proprio datore di lavoro, a cui il Comune – a fronte di un apposito rendiconto – versa poi i rimborsi previsti dalla normativa. Secondo quanto ricostruito, Belgiorno ha documentato regolarmente giorni ed ore di attività politica svolta fuori dal palazzo comunale, ma al momento in cui la pratica è tornata alla ragioneria del Comune, in corrispondenza di tale attività e dei relativi rimborsi è stata riportata la dicitura standard “partecipazione a gruppo consiliare”, risultata impropria e fuorviante, al punto che il cedolino a partire dal dicembre successivo è stato modificato dagli uffici, prevedendo nuove e più puntuali indicazioni.
Sotto le parole dell’avvocato Gaia Fanti




