Saldi invernali, vendite in calo e fiducia debole

I saldi invernali 2026 partono con il freno tirato per il commercio al dettaglio pratese. È quanto emerge dal sondaggio promosso da Confesercenti Prato tra i propri associati, in gran parte appartenenti ai settori dell’abbigliamento e calzature.

Secondo i dati raccolti, il 58% degli operatori segnala un calo delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il 42% registra una situazione sostanzialmente stabile. Un quadro che evidenzia come la fase dei saldi non stia riuscendo, almeno in questa prima parte, a compensare una stagione invernale complessivamente debole.

A preoccupare ulteriormente è l’andamento dello scontrino medio, che per il 67% degli intervistati risulta in diminuzione. Un segnale chiaro di un comportamento di acquisto sempre più prudente da parte dei consumatori, che entrano nei negozi con budget ridotti e maggiore attenzione al prezzo finale.

Sul fronte delle strategie commerciali, i negozi hanno avviato i saldi con sconti già consistenti: nel 67% dei casi le riduzioni iniziali sono comprese tra il 20% e il 30%, mentre il 25% ha applicato sconti superiori al 30%, comprimendo ulteriormente i margini pur di stimolare la domanda.

«I dati del sondaggio confermano una situazione che come associazione stiamo segnalando da tempo – dichiara Ascanio Marradi, direttore di Confesercenti Prato –. I consumi restano deboli e il settore moda abbigliamento continua a risentire di una crisi che non sembra diminuire, tra aumento dei costi di gestione e concorrenza sempre più aggressiva e priva di regole, soprattutto online. Anche i saldi, che un tempo rappresentavano una boccata d’ossigeno, oggi non riescono più a garantire risultati soddisfacenti».

Il clima di fiducia tra gli operatori rimane infatti contenuto: il 50% dei commercianti dichiara di non avere aspettative positive, mentre un ulteriore 33% spera almeno in un contenimento delle perdite. Solo una quota minoritaria intravede possibili segnali di ripresa nelle prossime settimane.

Particolarmente significativa è la posizione unanime sulla tempistica di avvio dei saldiil 100% degli intervistati ritiene che dovrebbero iniziare più tardi, per salvaguardare le vendite a prezzo pieno e ridare valore alle collezioni stagionali. Un tema che Confesercenti torna a indicare come centrale nel confronto con le istituzioni.

«È necessario rimettere mano alle regole dei saldi – conclude Marradi – e affiancare a questo una politica concreta di sostegno al commercio di prossimità. Senza interventi strutturali, il rischio è quello di un progressivo impoverimento del tessuto commerciale delle nostre città».

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