San Michele, quest’anno niente Palio dei ciuchi, ma la festa sarà su quattro giorni

Entra nel vivo il San Michele 2026, che quest’anno per la prima volta dovrà fare a meno del Palio dei Ciuchi. Ad annunciarlo è stato il presidente del Comitato Giorgio Mannelli durante la presentazione dei temi dei quattro spettacoli che animeranno il teatro in strada. Una serata tra tradizione e solidarietà, il ricavato sarà infatti destinato all’acquisto di una nuova ambulanza per la confraternita carmignanese.

Come ha spiegato il presidente Giorgio Mannelli, la corsa non potrà svolgersi quest’anno a causa delle nuove normative che regolano gli eventi con la presenza di animali e dei conseguenti adeguamenti organizzativi e di sicurezza. Una decisione sofferta, che interrompe temporaneamente una tradizione profondamente radicata nella storia del San Michele e particolarmente amata dalle famiglie e dai più piccoli. Il messaggio lanciato dal Comitato è però chiaro: non si tratta di un addio. Grazie anche all’intermediazione del Comune di Carmignano, che fa parte del Comitato organizzatore della festa, sono già stati avviati confronti con la Regione Toscana per individuare soluzioni che consentano il ritorno del Palio dei Ciuchi nel 2027.

Nel suo primo intervento pubblico da presidente del Comitato San Michele, Giorgio Mannelli ha illustrato le principali novità dell’edizione 2026. Tra queste spicca l’estensione della manifestazione a quattro giornate. Venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre saranno dedicati alla competizione dei quattro rioni con il teatro in strada, mentre martedì 29 settembre, giorno di San Michele, il programma sarà interamente riservato alle celebrazioni patronali e alle iniziative aperte gratuitamente alla cittadinanza.

Per quanto riguarda i temi, il Rione Bianco presenterà “Sempre dentro le sue mani”, uno spettacolo che affronta il tema della crescita personale, dei legami familiari e della ricerca della propria identità, attraverso un viaggio tra ricordi, fragilità e scelte di vita. Il Rione Celeste porterà in scena “E lì si fermò”, una storia d’amore ambientata nella campagna carmignanese, dove incontri inattesi e destini intrecciati diventano occasione di cambiamento. Il Rione Verde proporrà “Le radici dell’anima”, una riflessione sulla memoria collettiva, sull’identità di una comunità e sul valore delle radici come elemento di unione e rinascita. Il Rione Giallo presenterà “La festa della mia vita”, un racconto dedicato alla memoria, agli affetti e ai segni che le persone lasciano nella vita degli altri e nella storia di un paese.
Con la presentazione dei temi si apre ufficialmente la fase finale di preparazione dei rioni in vista del San Michele 2026, appuntamento che da decenni rappresenta uno dei momenti più sentiti e partecipati della vita della comunità carmignanese.

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