Scoperte oltre 600 tonnellate di rifiuti tessili gestiti irregolarmente da una ditta montemurlese

Si è conclusa con il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno la rimozione dei rifiuti accatastati illecitamente presso l’interporto di Guasticce e già sottoposti a sequestro da NIPAAF di Prato, ARPAT di Prato e Agenzia delle Dogane di Livorno. 444 colli pressati con reggette di plastica contenenti oltre 332 tonnellate di rifiuti tessili stivati in 10 containers presso l’interporto.
L’attività nasce da un accesso a carico di una ditta tessile di Montemurlo, eseguito nel 2023 congiuntamente da NIPAAF, ARPAT e NIL di Prato, che portò alla constatazione di vari illeciti in materia di diritto del lavoro e di diritto ambientale, con la contestazione di una sanzione amministrativa per irregolarità nel Registro di carico e scarico rifiuti e la segnalazione all’autorità giudiziaria per l’eccessiva quantità di rifiuti presenti nell’impianto (190 tonnellate) rispetto a quanto autorizzato (ovvero 110 tonnellate).
Ne è scaturito il sequestro preventivo dell’intero capannone e di tutto il materiale depositato, eseguito nel 2025, e il contestuale deferimento del legale rappresentante alla Procura della Repubblica di Livorno per i reati di gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti speciali non pericolosi costituiti prevalentemente da rifiuti tessili (262 colli pressati) e da mascherine chirurgiche (24 big bags), violazione delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo, falso ideologico, con l’aggravante di aver commesso un reato per occultarne un altro. Oltre alla segnalazione in sede penale, al legale rappresentante della ditta è stata imposta la rimozione di tutto il materiale presente all’interno dell’impianto montemurlese al momento del sequestro (nel frattempo salito a 313 tonnellate rispetto alle 190 tonnellate originarie) terminata, a totale spesa dell’indagato, nel mese di ottobre 2025.
Contestualmente è stato posto sotto attenzione il complesso di attività svolte dalla medesima ditta arrivando a sequestrare una grossa spedizione destinata a paesi extracomunitari in partenza dal porto di Livorno: 332.350 kg di rifiuti tessili. Anche in questo caso il legale rappresentante della ditta montemurlese è stato denunciato per reati di natura ambientale oltre a essere obbligato a rimuovere i rifiuti per avviarli a regolare smaltimento.
Complessivamente, le due operazioni di polizia giudiziaria, condotte a Montemurlo e a Livorno, ma sempre a carico della medesima ditta, hanno consentito di sottrarre dal ciclo illegale 645 tonnellate di rifiuti quasi tutti di origine tessile.
Dopo il corretto smaltimento l’opificio è stato dissequestrato e l’attività della ditta è ripresa regolarmente.




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