“Sulla scuola la destra ha imboccato una strada pericolosa. Quando di mezzo ci sono bambine e bambini, la politica dovrebbe fermarsi e rinunciare a ogni calcolo elettorale”. Lo dice Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato, che interviene nel dibattito innescato dalla premier Giorgia Meloni, la quale lo scorso fine settimana ha annunciato un imminente provvedimento in consiglio dei ministri affinchè sia fissato per legge un tetto alla presenza di alunni stranieri in ciascuna classe.
“Le parole scelte in questi giorni dagli esponenti della maggioranza sono sbagliate e rischiano di legittimare sentimenti di xenofobia e razzismo a partire dalle aule scolastiche. Parlano di bambini italiani e di bambini stranieri – prosegue Di Sanzo – come se in classe esistessero due categorie di alunni. Nelle nostre scuole ci sono invece studenti italofoni e non italofoni, ragazzi che parlano già la nostra lingua e ragazzi che devono ancora impararla. Due alunni su tre con cittadinanza non italiana sono nati qui. Chiamarli stranieri significa tracciare un confine che nelle aule non esiste. Il presidente Mattarella lo ha ricordato ad Amatrice. La scuola è aperta a tutti, come stabilisce l’articolo 34 della Costituzione. È la leva più efficace di integrazione e deve aiutare a non formare ghetti e a non alzare barriere. Il governo farebbe bene ad ascoltarlo”, sottolinea il deputato dem.
“A Prato – prosegue Di Sanzo – quel tetto è inapplicabile, come ha spiegato il sindaco Biffoni alla presidente del Consiglio. Qui la soglia del 30 per cento è superata in oltre quattro scuole su dieci, il dato più alto d’Italia. Applicarla vorrebbe dire negare il diritto allo studio o allontanare i bambini dalla scuola del loro quartiere. I problemi veri sono altri. Sono i cinquecento ragazzi che ogni anno lasciano gli studi e i minori che un’aula non l’hanno mai vista. Servono insegnanti di italiano L2, mediatori, educatori, tempo pieno. La nostra comunità fa già la sua parte. Ora tocca allo Stato. Servono risorse, non barriere”.
“Quanto alla deputata Mazzetti – conclude il segretario PD – non ha senso che accusi il sindaco di propaganda. È lei stessa a ricordare che il tetto del 30 per cento esiste dal 2010. Presentare una regola di sedici anni fa come una ‘svolta’ è pura propaganda. Invece di candidare Prato a laboratorio dell’esclusione, chieda al suo governo di investire davvero nelle scuole del nostro territorio. Su questo ci troverà sempre pronti a collaborare”.







