Appuntamento con il voto questa domenica e lunedi, 24 e 25 maggio. I seggi sono aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15; le operazioni di scrutinio prenderanno il via subito dopo la chiusura delle urne. Gli elettori chiamati alle urne sono 132.759, distribuiti su 179 sezioni ospitate in larga parte negli edifici scolastici cittadini. Per essere eletti al primo turno occorre superare la maggioranza assoluta dei voti validi, vale a dire almeno il 50% più uno. Se nessuno dei sei candidati raggiungesse questa quota, i due più votati si sfideranno al ballottaggio di domenica 7 e lunedì 8 giugno, con gli stessi orari del primo turno (7-23 la domenica, 7-15 il lunedì).
I sei candidati sindaco e l’ordine sulla scheda
La scheda è di colore azzurro e riporta sei nomi nell’ordine sorteggiato dalla Commissione elettorale circondariale. In testa figura Matteo Biffoni, già sindaco per due mandati consecutivi e oggi consigliere regionale del Partito Democratico, sostenuto da una coalizione di campo largo che comprende cinque liste: PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, la lista civica Biffoni Sindaco e Casa Riformista Orgoglio per Prato. A seguire Emilio Paradiso, sostenuto dalla lista civica Alleati per Prato – Civici, formazione che raccoglie alcune figure distanti dai partiti tradizionali. Terza posizione per Gianluca Banchelli, candidato del centrodestra unito da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. In quarta casella la scheda riporterà Enrico Zanieri, in corsa per Unità Popolare, lista che mette insieme Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Potere al Popolo. Quinto Jonathan Targetti con la lista L’Alternativa c’è, formazione di area progressista alternativa al campo largo. Chiude Claudio Belgiorno, ex campione sportivo alla guida dell’omonima lista civica. In totale, le formazioni in corsa sono dodici e i candidati al Consiglio comunale poco meno di 400, in lizza per i 32 seggi disponibili a Palazzo comunale.
Come si vota
L’elettore ha davanti a sé quattro modalità diverse per esprimere la propria volontà. Vale la pena leggerle con attenzione, perché ciascuna produce effetti differenti sul conteggio dei voti.
Solo il candidato sindaco. Si traccia un segno (una croce o una sbarra) esclusivamente sul rettangolo che contiene il nome di uno dei sei aspiranti primi cittadini. In questo caso il voto va al solo candidato a sindaco e non viene assegnato ad alcuna lista.
Solo la lista, oppure lista più candidato collegato. Mettendo il segno sul simbolo di una delle dodici formazioni – con o senza segno aggiuntivo sul candidato sindaco a essa collegato – si attribuisce il voto sia alla lista sia al candidato sindaco di riferimento. L’effetto è identico nei due casi: la scheda è valida e contribuisce ad entrambi i conteggi.
Il voto disgiunto. L’elettore può scegliere un candidato sindaco e contemporaneamente sostenere una lista che non lo appoggia: basta tracciare due segni, uno sul nome del candidato preferito e uno sul simbolo di una formazione non collegata. La scheda non si annulla, anzi: il voto al sindaco va al candidato indicato, mentre quello di lista resta alla formazione barrata, indipendentemente dal fatto che faccia parte di un’altra coalizione.
Le preferenze ai consiglieri. Indipendentemente dal modo in cui si è votato per sindaco e lista, accanto al contrassegno di ciascuna formazione sono presenti due righe tratteggiate sulle quali si possono scrivere i nominativi dei candidati al Consiglio comunale che si vogliono sostenere. Attenzione alla cosiddetta «doppia preferenza di genere»: se si decide di indicare due nomi – nulla vieta di indicarne uno solo o di non indicarne – questi devono appartenere a un uomo e a una donna (in qualsiasi ordine). In caso contrario – cioè se vengono scritti due uomini o due donne – la seconda preferenza viene cancellata, mentre la prima resta valida.
Cosa serve per votare
Al seggio occorre presentarsi con due cose: la tessera elettorale – quella con i diciotto spazi per le timbrature – e un documento di riconoscimento valido con fotografia. Vanno bene la carta d’identità (anche elettronica), il passaporto, la patente di guida, il porto d’armi, il libretto di pensione, le tessere rilasciate dalle pubbliche amministrazioni purché munite di foto. Sono accettati i documenti scaduti da non più di tre anni, a condizione che la foto consenta comunque l’identificazione certa. Validi anche i tesserini degli ordini professionali e quelli dell’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia convalidati da un comando militare. Chi ha presentato richiesta della carta d’identità elettronica ma non l’ha ancora ricevuta può votare con la ricevuta di richiesta, che contiene foto e dati anagrafici. La tessera elettorale, se smarrita, deteriorata o con tutti gli spazi esauriti, va rifatta all’ufficio elettorale di piazza Cardinale Niccolò 13. L’ufficio osserverà aperture straordinarie nei due giorni che precedono il voto (orario continuato 9-18) e resterà operativo per tutta la durata delle operazioni durante il fine settimana elettorale.
Sotto il nostro speciale Amministrative 2026 a Prato





