Oltre 19 chilogrammi di hashish destinati al mercato pratese e un quantitativo di “cannabis wax”, una sostanza ad altissima concentrazione di THC (tetraidrocannabinolo) considerata particolarmente pericolosa per la salute. È quanto hanno sequestrato gli agenti della Squadra Mobile di Prato nell’ambito di un’operazione che ha portato all’arresto di un cittadino italiano di 36 anni, ora destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l’uomo è accusato di aver detenuto e ceduto sostanze stupefacenti, con l’obiettivo di immetterle nel mercato locale dello spaccio. Nel corso delle indagini è stato sequestrato un quantitativo lordo di 19,25 chilogrammi di hashish, suddiviso in panetti, oltre a un barattolo contenente il cosiddetto “miele da sballo” o “cannabis wax”, un concentrato di THC in forma cerosa ottenuto attraverso processi di raffinazione della pianta di cannabis.
Gli investigatori sottolineano come questa sostanza sia molto diversa dalla cannabis tradizionale. Mentre la marijuana presenta mediamente una concentrazione di THC intorno al 15%, alcune varianti di cannabis wax possono raggiungere percentuali vicine al 90%, con effetti potenzialmente molto più intensi e rischi elevati per la salute dei consumatori.
L’attività investigativa ha preso una svolta decisiva il 3 giugno scorso, quando gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato il trentaseienne a bordo della propria auto in di via Ciliegia, nei pressi del cimitero di Tobbiana. Dopo un periodo di osservazione, i poliziotti hanno notato l’arrivo di un’altra vettura con a bordo un giovane italiano. I due hanno effettuato un rapido scambio: un involucro in cambio di denaro contante.
L’intervento immediato degli agenti ha consentito di bloccare entrambi. Il presunto spacciatore è stato trovato in possesso di 400 euro in contanti, ritenuti il corrispettivo della cessione appena avvenuta. L’acquirente, invece, è stato trovato con la sostanza stupefacente acquistata per uso personale e nei suoi confronti è stata avviata la procedura amministrativa prevista dall’articolo 75 del Dpr 309/90.
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare l’ingente quantitativo di droga custodito nell’abitazione dell’indagato, oltre a 4.500 euro in contanti che, secondo l’accusa, sarebbero il provento dell’attività di spaccio.





