Quattro uomini pakistani sono stati arrestati con l’accusa di aver sequestrato, torturato, picchiato e rapinato un loro connazionale a Prato, tra il 31 gennaio e il 2 febbraio scorso, quando è scattato il blitz della squadra mobile che ha portato alla liberazione. In carcere, in esecuzione di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, sono finiti oggi un 37enne, due 42enni e un 59enne. L’indagine della squadra mobile di Prato è partita dalla denuncia di un familiare del rapito, che la sera del 31 gennaio è stato trattenuto contro la propria volontà e sottoposto a ripetute violenze fisiche e a minacce di morte finalizzate ad ottenere il pagamento di 10.000 euro. Una somma che i sequestratori pretendevano quale restituzione di un presunto debito maturato in precedenza.
Dopo il rapimento, i presunti sequestratori hanno fatto una videochiamata al padre della vittima, residente in Pakistan, minacciando di proseguire le violenze se non fosse stato versato il “riscatto”. Solo al pagamento integrale della somma richiesta – hanno aggiunto i malviventi – l’uomo sarebbe stato liberato.
Le immediate indagini della squadra mobile hanno consentito di ricondurre la vicenda all’ambiente di lavoro della vittima e a individuare il luogo in cui era trattenuta contro la propria volontà. Così, nella mattinata del 2 febbraio, a seguito dell’irruzione dei poliziotti, l’uomo è stato liberato. Le successive indagini, su delega della Procura di Firenze – tramite l’ascolto di testimoni, analisi dei dispositivi elettronici e accertamenti documentali – hanno consentito di raccogliere elementi probatori a carico dei 4 soggetti destinatari delle misure cautelari, che adesso dovranno rispodere dei reati di sequestro di persona, tortura, rapina aggravata e lesioni personali aggravate.




