“In città ci si è dimenticati presto dell’aggressione avvenuta ai danni del sindacalista SUDD Cobas, Arturo. Noi vogliamo ribadire invece sia la solidarietà, sia la necessità che la politica intervenga e faccia propri alcuni strumenti. Un primo, semplice strumento è la costituzione in parte civile del Comune di Prato in tutti quei processi che riguardano lo sfruttamento lavorativo o, come in quest’ultimo caso, la violenza fisica verso gli scioperanti”. Così Enrico Zanieri, candidato a sindaco di Prato di Unità Popolare. “Uno strumento semplice e che al Comune costerebbe poco sforzo – aggiunge Zanieri -, ma sarebbe una palese dichiarazione di sostegno a chi lotta contro lo sfruttamento lavorativo e un monito palese a chi sfrutta. E aiuterebbe a dare anche una immagine diversa del sistema produttivo pratese. Ma se questo è uno strumento immediatamente applicabile, noi di Unità Popolare vogliamo mettere in campo anche uno strumento con una visione di più lungo periodo, che è quello della tracciabilità della filiera tessile. Uno strumento che deve essere pubblico e che preveda parametri rigidi di rispetto delle norme ambientali, lavorative e fiscali. Uno strumento va proposto dentro ACTE, l’Associazione delle Cittá Tessili Europee, dove si deve e può fare pressione affinché la produzione tessile e moda smetta di essere sfruttamento lavorativo e ambientale e dove si possa cambiare anche le modalità di consumo e finirla con il modello usa e getta del fast fashion. Abbiamo bisogno di una produzione e di un consumo etici e popolari e solo una presenza forte del pubblico può garantire questa piccola rivoluzione. Prato ha la forza per cambiare se stessa e per cambiare anche gli altri. Serve una visione politica e una scelta chiara a favore delle lavoratrici e dei lavoratori che finora non c’è stata” conclude Zanieri.
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