“Lo Stato deve fornirci strumenti concreti per prevenire il fenomeno” dello sfruttamento del lavoro e “favorire la sua emersione”. Così, in una nota, il sindaco di Prato Matteo Biffoni e il vicesindaco Diego Blasi i quali ringraziano la Procura di Prato, i carabinieri e l’Ispettorato del lavoro, che partendo dalla denuncia di un operaia finita in ospedale per le percosse del titolare dell’azienda in cui lavorava, sono riusciti a far emergere le condizioni di sfruttamento in cui vivevano 16 persone, con turni massacranti e paghe da fame.
“Ringrazio la Procura, l’Ispettorato del Lavoro e le Forze dell’Ordine per l’indagine che ha portato all’arresto dell’imprenditore che sfruttava il lavoro di 16 operai ridotti in schiavitù – dice Biffoni -. Questo ci mette davanti al fatto che non possiamo fare passi indietro nella battaglia per proteggere la legalità e l’economia sana nel nostro distretto: è necessario che le istituzioni locali e lo Stato continuino a fare squadra contro chi lucra sullo sfruttamento calpestando la dignità umana, la concorrenza leale e le leggi che regolano la società e il mercato del lavoro. A Prato non c’è e non ci sarà mai spazio per chi fa extraprofitti sulla pelle dei lavoratori e infrange le regole della concorrenza leale. Proprio per casi drammatici come questo è previsto uno strumento giuridico fondamentale: l’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione, una norma nata proprio per spezzare il ricatto dei datori di lavoro disonesti garantendo una via d’uscita sicura ai lavoratori stranieri che scelgono di denunciare i propri sfruttatori o che cooperano nel procedimento penale contro di essi. Da anni il Comune, in collaborazione con Procura, Prefettura, Ispettorato del Lavoro e Forze dell’Ordine, è impegnato nella costruzione di una rete antisfruttamento e di protezione per chi vuole uscire dal sistema illegale. E’ stato inoltre tra gli Enti promotori dell’introduzione di questa misura giuridica nell’Ordinamento italiano: il 18 ter potrebbe essere la chiave di volta per scardinare questo sistema criminale, ma servono risorse e sostegno da parte dello Stato. Fa sorridere l’intervento del ministro Calderone che da una parte ringrazia la Procura, ma dall’altra si dimentica di fornire ai territori e alle istituzioni locali quelle competenze di cui abbiamo grande bisogno: se si vuole che le vittime denuncino è necessario rafforzare gli organici di Questura e Forze dell’Ordine per dar seguito a quelle denunce rapidamente ed efficacemente”.
Concetti ribaditi anche dal vicesindaco Blasi: “Come Amministrazione comunale noi ci siamo e continueremo a fare la nostra parte supportando i percorsi di accoglienza e integrazione. Vogliamo che Prato sia un modello di legalità e che nessun lavoratore debba più scegliere tra la schiavitù e la paura dell’espulsione.”





