La lotta sindacale del Sudd Cobas si apre anche alle educatrici museali.
Il sindacato ha fatto sapere che nelle ultime settimane si sono rivolte al Sudd Cobas alcune educatrici museali che lavorano in appalto con EDA Servizi nei principali musei di Prato e Pistoia (a Prato il Centro Pecci, il Museo del Tessuto, Palazzo Pretorio e il Castello).
“Queste educatrici museali finiscono per diventare tappabuchi all’interno dei musei: oltre a quello che dovrebbe essere il loro lavoro (visite guidate nelle mostre permanenti e temporanee e laboratori di varia natura, per cui si sono formate), finiscono quotidianamente a essere impiegate anche nelle mansioni di apertura e chiusura dei musei, sorveglianza, bigliettaggio e altro ancora. E lo hanno fatto finora pagate con il CCNL Multiservizi, uno dei contratti con le paghe più basse, il cosiddetto lavoro povero. Hanno contratti part-time da 8 ore o 12 ore, ma lavorano anche 30 ore a settimana, con straordinari non pagati” ha detto la sindacalista Sarah Caudiero.
Le lavoratrici si sono rivolte al sindacato in occasione della nuova gara di appalto che coinvolge il Centro Pecci, il Museo del Tessuto e il Comune di Prato, il Palazzo Pretorio e il Castello. La nuova gara, vinta dalle cooperative precedenti quindi EDA e Coop Culture, prevede finalmente – fa sapere il sindacato – il cambio di CCNL da Multiservizi a Federculture.
“Il momento del cambio appalto è un momento cruciale per definire quali saranno le future condizioni di lavoro. È necessario che le lavoratrici abbiano il giusto inquadramento, che tutte mantengano il posto di lavoro e che vengano aumentate le ore di contratto.
Per questo – spiega Caudiero -il sindacato ha chiesto l’apertura di un tavolo con EDA Servizi, che si è però rifiutata, escludendo il SUDD Cobas dalla trattativa. L’azienda si rifiuta di incontrare il sindacato scelto dalle lavoratrici, a cui in questo modo si nega la possibilità di tutelare i propri diritti.
In una gara pubblica è necessario più che mai tutelare i diritti delle lavoratrici e i posti di lavoro, e questo lo si fa sedendosi al tavolo con le organizzazioni sindacali scelte dalle lavoratrici per rappresentarle.
Il 29 giugno ci sarà un nuovo incontro per il cambio appalto. Oggi, a fronte del rifiuto di EDA di convocare il nostro sindacato al tavolo, abbiamo richiesto alle committenze Comune di Prato (nella persona del Sindaco e dell’Assessora alla Cultura), Fondazione per l’arte contemporanea e fondazione Tessuto un incontro urgente per affrontare la questione, con l’obiettivo di garantire che nelle trattative nessuno sia escluso e che vengano tutelare le lavoratrici e i loro posti di lavoro”.





