Un anno e mezzo di sentieri aperti a tutti, carrozzine da trekking incluse: 542 ore di attività gratuite, 2.385 presenze. È il bilancio del Bisenzio Social Club, il progetto promosso dal CSL Prato Social Club che ha animato il parco fluviale del Bisenzio trasformandolo in un laboratorio aperto di sport, cultura e inclusione sociale.
Trekking inclusivo sulle vie del Bisenzio
Tra le esperienze più significative, la collaborazione con l’associazione Vagamonti per un percorso di trekking inclusivo rivolto ai giovani: le uscite sul territorio sono state realizzate anche grazie a carrozzine da trekking, strumenti che aprono i sentieri a chi ha una disabilità motoria. Il progetto è entrato anche nelle scuole cittadine con incontri dedicati all’accessibilità nello sport e momenti formativi condotti insieme a una psicologa e una fisioterapista.
Due carrozzine per i piccoli con disabilità
L’eredità più concreta sono 2 carrozzine modello “Kid” — pensate per bambini e famiglie — donate a Vagamonti e messe gratuitamente a disposizione delle famiglie pratesi.
«Sono strumenti che permettono di vivere momenti unici insieme ai propri figli», commenta il presidente di Vagamonti Gianluca Mantovani. «Grazie al Bisenzio Social Club possiamo offrire questa opportunità a nuove famiglie».
Csl Prato Social Club: sport, cultura e terzo settore
A promuovere il progetto, come detto, il CSL Prato Social Club, una realtà nata da storie radicate a Prato, con l’ambizione di fare dello sport e dell’impegno sociale i due ngredienti di un unico successo, sportivo e morale. Calcio, trekking, yoga, musica, arte, percorsi ambientali: una polisportiva dilettantistica radicata nel quartiere di viale Galilei che da anni collabora con il terzo settore cittadino e che nel Bisenzio Social Club ha trovato una forma compiuta di questa vocazione.
Il progetto si chiude. Quello che ha messo in moto, no. E non potrebbe essere altrimenti.
Vagamonti: un’idea semplice e radicale
Vagamonti APS è un’associazione pratese nata attorno a un’idea semplice e radicale: che la montagna non sia un privilegio per chi è già attrezzato, ma uno spazio da restituire a chi non ci è mai stato — persone fragili, famiglie, chiunque abbia bisogno di un bastone da prendere in prestito e di qualcuno disposto a camminare accanto. Il fondatore Gianluca Mantovani ha percorso 2.700 km in 100 giorni da Lampedusa a Predoi per raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica: quella stessa energia — ostinata, concreta, aperta — è oggi il motore dei percorsi inclusivi sul territorio pratese.





