“Il Governo Meloni, attraverso il nuovo DDL Sicurezza, ha introdotto strumenti concreti per affrontare situazioni che in troppe città italiane sono ormai diventate emergenze quotidiane. Tra questi c’è la possibilità di istituire le cosiddette “Zone Rosse”: aree urbane ad alta criticità nelle quali il prefetto può disporre controlli rafforzati e l’allontanamento di soggetti pericolosi già segnalati per reati legati a violenza, droga, armi o criminalità diffusa. A Prato non possiamo più fingere che il problema non esista. Ci sono quartieri e aree della città dove cittadini, commercianti e famiglie vivono ormai una condizione di paura, degrado e insicurezza percepita. Io ritengo che Prato debba essere tra le prime città toscane ad applicare in maniera seria e coordinata questi strumenti, lavorando insieme a Prefettura e forze dell’ordine”. E’ la proposta avanzata dal candidato sindaco di centrodestra Gianluca Banchelli, nel corso dell’incontro svoltosi stamani presso il circolo di via Curiel con il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro. Presenti anche il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Matteo Mazzanti e la consigliera regionale di FdI Chiara La Porta, oltre a vari candidati al consiglio comunale.
“Mi fa sorridere il fatto che finalmente anche il centrosinistra, la sinistra ed i civici abbiano rivendicato la sicurezza come tema prioritario: per il centrodestra, legalità e sicurezza sono sempre state tematiche fondamentali e lo abbiamo sempre dimostrato in maniera concreta – ha aggiunto Banchelli – anche la scelta del governo Meloni di riunire a Prato il Comitato Nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, lo scorso anno, va in questa direzione e conferma l’attenzione del governo. Anche perchè la presenza della criminalità organizzata nella nostra città non è purtroppo più una percezione, diversamente da quanto sosteneva sino a pochi anni fa il candidato sindaco che ha governato questa per dieci anni. È una realtà certificata da indagini, arresti, sentenze e dalle dure parole del procuratore apo Luca Tescaroli, il quale ha descritto una situazione che richiama addirittura le dinamiche dell’ultima guerra di mafia dei corleonesi. Parole pesanti, pronunciate da un magistrato che ha combattuto Cosa Nostra, Mafia Capitale e le più importanti organizzazioni criminali italiane. Anche la Fondazione Antonino Caponnetto ha lanciato un allarme chiaro, dicendo che Prato preoccupa moltissimo e che sarebbe un errore abbassare la guardia. E io penso che abbiano ragione. E chi oggi continua a minimizzare compie un errore gravissimo nei confronti della città”
In chiave sicurezza e contrasto ad illegalità, abusivismo e degrado Banchelli propone anche il rafforzamento della presenza della polizia locale nei quartieri, il potenziamento della videosorveglianza, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per monitorare le aree più a rischio, analizzare i dati in tempo reale e rendere ancor più efficaci controlli ed interventi delle forze dell’ordine. Oltre all’istituzione di “Zone Rosse” temporanee nelle zone più critiche. “La sicurezza non può essere solo repressione: le Zone Rosse possono servire a riprendere il controllo del territorio, ma poi serve una visione più ampia: presidio urbano, illuminazione, videosorveglianza intelligente, lotta al degrado, presenza della polizia locale nei quartieri e recupero sociale delle aree più difficili – ha concluso – in ogni caso, io non considero normale che una città produttiva e strategica come Prato debba convivere con zone franche dove i cittadini hanno paura. La sicurezza è il primo diritto sociale. Senza sicurezza non c’è libertà, non c’è commercio, non c’è qualità della vita”.
All’incontro era presente anche la candidata al consiglio comunale nella lista di Fratelli d’Italia Patrizia Ovattoni:
“Penso sia necessario puntare sul controllo di vicinato anche grazie al recente protocollo sottoscritto dal prefetto Michela La Iacona e dal commissario straordinario del Comune Claudio Sammartino. Come Fratelli d’Italia, abbiamo più volte espresso la necessità di arrivare alla definizione di questo progetto, che può rappresentare un elemento importante per la sicurezza – ha aggiunto – insieme all’impiego della polizia locale accanto alle forze dell’ordine, in un’ottica di contrasto alla micro-criminalità. Penso all’istituzione di un “Nucleo stazione” che si occuperebbe di presidiare la stazione ferroviaria con l’unità cinofila, vista la situazione di grande criticità che abbiamo più volte riscontrato e documentato in zona Serraglio. Anche in funzione di deterrenza”. Ovattoni punta poi sul “vigile di quartiere”.




