Un nuovo fronte negli interessi della criminalità cinese emerge da un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato e condotta dalla Guardia di Finanza. Al centro dell’indagine c’è il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, con il sequestro di circa 125 chili di sigarette destinate, secondo quanto emerso dagli accertamenti, al mercato clandestino.
L’operazione è stata eseguita il 7 settembre. Due cittadini cinesi, di 49 e 58 anni, sono stati individuati mentre caricavano nel bagagliaio di un’auto in via Edoardo Chiti, undici colli di notevoli dimensioni. I due hanno quindi trasportato la merce fino all’abitazione di uno degli indagati, dove era in corso lo scarico.
I primi controlli hanno permesso di accertare che all’interno dei colli erano presenti numerose stecche di sigarette prive dei contrassegni dei Monopoli di Stato. Da qui l’estensione della perquisizione alla casa, situata nelle vicinanze del Macrolotto Zero, dove i militari hanno trovato ulteriori scatoloni contenenti ingenti quantità di prodotti della stessa tipologia. Alla fine delle operazioni sono stati sequestrati circa 6.500 pacchetti di sigarette, riconducibili sia a noti marchi internazionali sia a produttori cinesi i cui prodotti non risultano comunemente commercializzati sul mercato italiano.
Dalle fabbriche clandestine al mercato italiano
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le sigarette sarebbero state prodotte in una fabbrica clandestina situata all’estero, per poi essere introdotte in Italia attraverso attività di importazione e destinate alla distribuzione sul territorio. La merce, stando agli elementi raccolti nell’indagine, sarebbe stata destinata a rifornire diversi locali e soggetti acquirenti. Un sistema che, per modalità organizzative e tipologia di prodotto, viene considerato dagli investigatori un nuovo business rispetto alle attività illecite tradizionalmente riconducibili alla criminalità cinese presente sul territorio.
Sigarette potenzialmente dannose
Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla composizione dei prodotti sequestrati. Le analisi del materiale hanno evidenziato la non conformità delle sigarette ai parametri previsti dalla normativa, con possibili conseguenze sulla salute dei consumatori. Oltre al danno economico legato all’evasione dei tributi sui prodotti da fumo, dunque, l’attività investigativa punta anche a impedire che sul mercato finiscano prodotti privi dei controlli e degli standard richiesti dalla legislazione italiana.
L’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato e ha visto il supporto dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato. Il sequestro è stato eseguito, in particolare, dagli appartenenti alla Sezione Anti Terrorismo – Pronto Impiego del Gruppo della Guardia di Finanza pratese.







